I dazi americani dovrebbero partire da quella sporca quindicina, è un termine utilizzato da Scott Bessent, Segretario al Tesoro, americano, cioè quei Paesi che hanno un maggior surplus commerciale con gli Stati Uniti, cioè vendono molte più merci rispetto a quante comprano e, tra questi c'è anche l'Unione Europea e dunque l'Italia, 20% di dazi, questo si attende il Commissario Europeo Sefcovic che è andato, settimana scorsa in missione negli Stati Uniti, ma la missione è andata male, secondo lo stesso Bruxelles. Cosa vorrebbe dire? Allora andiamo a vedere sul grafico. Questo è il livello dei dazi americani fino alle elezioni, come vedete siamo vicini all'1 o al 2% al massimo. Questo è quanto è già successo tra auto, alluminio e acciaio le prime decisioni di Trump, ma attenzione perché, se le cose dovessero andare male, cioè se Trump dovesse imporre dazi, a destra e a manca, per esempio anche per colpire l'Unione Europea che impone l'IVA, che secondo Trump è una tassa che discrimina le aziende americane, in realtà così non è, beh potrebbero arrivare al 35 % i livelli più alti di sempre sostanzialmente. Quale potrebbe essere allora l'impatto economico? Gli economisti si dividono su tutto, ma non sui dazi che, secondo tutti gli economisti fanno male a tutti. - 0,3 % del PIL con i dazi americani, ma se l'Unione Europea dovesse rispondere allora andrebbe ancora peggio perché anche le merci che arrivano, d'oltre Oceano ci costerebbero di più. Ricordiamo che i dazi sono tasse all'importazione che devono pagare, le aziende e i consumatori che comprano. Perché questa vulnerabilità europea? Perché dipendiam. molto di più dall'export rispetto agli Stati Uniti, il 52% del nostro PIL del nostro reddito deriva proprio dalla vendita di merci all'estero. Attenzione però, perché siamo meno dipendenti degli Stati Uniti invece sui servizi, cioè ne vendiamo molti meno rispetto a quanti ne compriamo. Pensiamo a tutte le app che abbiamo sui nostri telefoni sono quasi tutte americane e dunque le contromisure europee si potrebbero concentrare proprio sui software, sui servizi streaming, sugli abbonamenti che compriamo da aziende americane e che potremmo la Commissione Europea potrebbe limitare l'utilizzo dei diritti d'autore, insomma, staremo a vedere sarebbe un'arma molto forte e insomma anche forse rischiosa. Come se la cavano invece gli Stati Uniti, questo era l'indice di fiducia fino alle elezioni americane, e poi invece c'è stato un crollo, perché anche lì si inizia a temere una recessione con tutti questi dazi, con queste mosse, e l'incertezza che ne deriva, oggi la recessione è stimata al 35 % di probabilità, nel corso dei prossimi 12 mesi e l'inflazione potrebbe farsi sentire.