Emissioni diesel, Marchionne: strano tempismo accuse Usa

13 gen 2017

Sergio Marchionne non accetta che vengano sollevati dubbi sulla moralità di Fiat Chrysler. L’amministratore delegato di FCA ha risposto colpo su colpo in un incontro telefonico con i giornalisti alle accuse mosse dall’Agenzia americana per la protezione ambientale, secondo cui il gruppo italo-statunitense avrebbe inserito in circa 104.000 vetture diesel, modelli Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram, dei dispositivi in grado di falsificare i dati sulle emissioni. Una violazione che potrebbe portare a sanzioni civili fino ad oltre quattro miliardi e mezzo di dollari, fanno sapere dall’EPA, che però precisa che sono ancora in corso le indagini per stabilire se effettivamente le vetture in questione abbiano emesso più di quanto previsto dai limiti di legge. E questo è proprio il punto su cui insiste FCA nella sua replica, chiarendo che non ci troviamo di fronte a un nuovo dieselgate, come quello che ha investito la Volkswagen più di un anno fa. In quel caso è stato accertato che le automobili coinvolte producevano più emissioni di quelle consentite e, grazie al proprio software, si riuscivano a dissimulare i dati. “Nelle nostre macchine, invece, non ci sono software illegali”, ha assicurato Marchionne, puntualizzando di aver precisato più volte all’EPA le caratteristiche della loro strumentazione per mantenere entro la norma le emissioni, senza perdere in prestazioni, “strumentazione – puntualizzano da FCA – che comunque non è presente nei veicoli venduti in Europa”. Marchionne, d’altronde, non nasconde il timore che FCA sia finita vittima di una guerra politica fra Barack Obama e Donald Trump. “Questa manovra è stata introdotta negli ultimi giorni di un’Amministrazione che sta per perdere il potere di gestione di questo paese e che, in effetti, è stata fatta in uscita. Quindi, noi andremo a risolvere il problema con la nuova Amministrazione e con un set di persone completamente diverso da quello che adesso ha gestito il problema e, quindi, ci ritroveremo di nuovo a rispiegare e a cercare di analizzare il tutto con una serie di persone completamente diverse”. D’altronde, negli ultimi giorni il Presidente eletto ha più volte pubblicamente ringraziato FCA per gli investimenti da oltre un miliardo di dollari negli Stati Uniti promessi per i prossimi mesi. Ma è anche vero che Fiat Chrysler ha sempre avuto ottimi rapporti anche con l’Amministrazione uscente, contribuendo in modo sostanziale al rilancio del settore dell’auto portato avanti da Barack Obama. Eppure, a una settimana dal passaggio di consegne nella Casa Bianca gli equilibri e le priorità cambiano e la stessa EPA è destinata a vedere profondamente ridimensionato il suo ruolo. E Marchionne, non a caso, ha assicurato che delle accuse dell’EPA FCA tratterà a questo punto solo con l’Amministrazione di Donald Trump.

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