Lavoro, a novembre la disoccupazione sale all'11,9%

09 gen 2017

È un mercato del lavoro in chiaroscuro quello che emerge dai dati Istat di novembre, un quadro in cui, come è già avvenuto altre volte in passato, aumentano sia disoccupati che occupati. Un paradosso apparente legato al calo dei cosiddetti inattivi. Ma andiamo con ordine. La disoccupazione ha toccato a novembre l’11,9 per cento, dall’11,6 del mese precedente. A questo dato si accompagna un aumento dei disoccupati: le persone senza un lavoro sono più di tre milioni, 165.000 in più rispetto a novembre 2015. Torna a crescere anche la disoccupazione giovanile: al 39,4 per cento. Si tratta – precisa l’Istat – della percentuale di giovani tra quindici e ventiquattro anni che cercano attivamente un lavoro. Dal calcolo sono esclusi quelli che non cercano un posto o che studiano. Facendo il calcolo sul totale dei ragazzi in questa fascia di età, risulta che l’incidenza dei disoccupati è pari al 10,6 per cento, cioè poco più di un giovane su dieci tra quelli che cercano attivamente un lavoro non lo trova. Parallelamente, però, migliora il tasso di occupazione e cresce il numero di chi ha un lavoro, 200.000 in più rispetto a un anno fa. La crescita riguarda esclusivamente i lavoratori ultracinquantenni e i contratti di lavoro dipendente, soprattutto a tempo indeterminato. L’aumento contemporaneo sia di occupazione che di disoccupazione, come detto, si spiega con il fatto che c’è una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, ci sono cioè più persone che cercano attivamente un impiego. È in forte calo. Infatti, il numero dei cosiddetti inattivi, quelli che un impiego nemmeno lo cercano, spesso perché sfiduciati sulla possibilità di trovarne uno.

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