Manovra, Banca d'Italia: rischi da ritardo fondi Ue

24 nov 2020

A condizionare la nostra economia non c'è solo l'incognita dell'emergenza sanitaria, ma anche quella dei fondi europei stanziati per la ripresa. Non si sa esattamente quando arriveranno e il Governo ci fa affidamento per finanziare oltre un terzo della manovra per l'anno prossimo, un rischio, ricorda la banca d'Italia nella sua audizione in Parlamento. Un andamento dell'economia meno favorevole di quello previsto ed eventuali ritardi nell'approvazione e nell'attuazione del programma europeo avrebbero effetti rilevanti sulle coperture. In pratica, tempi lunghi in Europa per rendere operativo recovery Fund, bloccato dai veti e procedure lente in Italia potrebbero far mancare i denari necessari, un richiamo, quello di via nazionale, che arriva a poche ore da quanto assicurato dal premier, Giuseppe Conte, e cioè che Roma presenterà a Bruxelles il programma per impegnare i quattrini europei a febbraio, in ritardo, quindi, rispetto alla tabella di marcia auspicata, ma un utilizzo efficace delle risorse comunitarie, aggiunge la Banca d'Italia, sarà necessario anche per avviare la riduzione del debito pubblico, schizzato in alto per la crisi. Considerato anche che, prevede l'istituto, il prodotto interno lordo tornerà in negativo nell'ultima parte di quest'anno e che la ripresa nel 2021 sarà più debole di quanto stimato dal Governo. Insomma, gli oltre 200 miliardi dei fondi europei sono benzina essenziale per il nostro Paese e per capire in concreto quanto pesi l'incertezza basti pensare al superbonus del 110% per le ristrutturazioni edilizie, operativo da fine ottobre. Nelle prime 3 settimane sono stati autorizzati 193 interventi per un valore di oltre 14 milioni ha spiegato il ministro dello sviluppo, Stefano Patuanelli, che ha promesso la proroga della misura dopo il 2021. Proroga non ancora messa nero su bianco perché non si sa quando arriveranno i soldi del recover Fund.

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