Mes, ecco cosa prevede la riforma

03 dic 2020

Si chiama Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità, ed è conosciuto anche come fondo salva-Stati. La sua riforma tocca due aspetti: i prestiti ai Paesi dell'Euro in difficoltà finanziaria, e gli aiuti alle banche in crisi. Come ricordato dal Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, tutto questo non riguarda l'utilizzo del fondo per la pandemia, cioè la possibilità di accedere i denari, nel nostro caso 36 miliardi, per rafforzare la sanità. La riforma del Mes è un dossier che risale a prima del Covid, e che già aveva provocato attriti e tensioni nella politica italiana. Con le nuove regole si dovrebbe semplificare la procedura per ottenere le linee di credito. I dubbi riguardano le condizioni chieste a chi ha bisogno di questo salvagente. Prima di concedere soldi bisognerà capire se potranno essere restituiti, e se nascessero dei timori si potrà chiedere di tagliare il debito esistente, cioè imporre perdite a chi aveva comprato i titoli di Stato. Un'eventualità già esistente, ma che secondo i critici verrebbe presa dei tecnici che guidano il Mes e non dalla politica, mentre chi difende la riforma sostiene che la decisione non sarebbe sottratta alla volontà di governi e parlamenti. C'è da dire che con il recovery fund e gli altri aiuti europei per la pandemia il ricorso al Mes appare, almeno per il momento, un'ipotesi remota, meno lontano il suo ricorso per le crisi bancarie. In questo caso si permetterebbe di aprire un paracadute quando un grosso istituto sta precipitando. Un intervento con soldi comunitari quindi pubblici di ultima istanza, cioè da utilizzare solo se le risorse messe da azionisti, risparmiatori, dall'apposito fondo alimentato dalle banche non risultino sufficienti a evitare il fallimento.

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