Missione Recovery, ecco come saranno distribuiti i fondi

07 dic 2020

Come spenderà l'Italia gli aiuti europei contro la crisi causata dalla pandemia non si sa ancora quali saranno i singoli progetti, ma sappiamo in quali serbatoi arriverà la benzina. In totale si tratta di quasi 209 miliardi di euro fino al 2026. Nel suo piano di ripresa e resilienza il Governo si occupa di 196 miliardi, il cosiddetto recovery fund. Il resto sono altri tipi di fondi già vincolati. Di questo tesoro, la fetta più grossa, 74,3 miliardi cioè il 37,9% della torta, è destinato al miglioramento dell'ambiente. Altra porzione consistente andrà all'innovazione digitale. Seguono le infrastrutture, l'istruzione e la parità di genere la coesione sociale, la sanità. Ognuno di questi ampi capitoli contiene sottocategorie che specificano un po' l'impiego delle risorse. Per esempio, si parla di internet a banda larga, alta velocità ferroviaria, manutenzione delle strade, ma anche di estendere il superbonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie oltre il 2021, la riconversione industriale di Taranto e di Sulcis. Oltre ai progetti, poi ci sono le riforme. Alcune, come quella della giustizia, ce la chiede da tempo l'Europa. Altre sono state già annunciate. È il caso della riduzione delle tasse che dovrebbe riguardare i lavoratori con redditi fra 40 e 60000 euro l'anno, ma che non potrà essere direttamente finanziata con gli aiuti di Bruxelles, aiuti che dovrebbero dare una spinta alla nostra economia di 2,3 punti, cioè questo surplus che il nostro prodotto interno lordo avrebbe grazie ai miliardi comunitari di cui circa due terzi saranno prestiti, cioè soldi da restituire, ma a tassi bassi nel corso di molti anni. Questa quota, però, non diventerà interamente a debito, perché viene spiegato, alcuni degli investimenti potrebbero sostituire altre spese programmate o essere compensate dall'aumento delle entrate. In pratica, tasse o lotta all'evasione fiscale.

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