Recovery Fund, a Transizione Ecologica competenze su energia

25 feb 2021

Prende forma la nuova mappa dei ministeri chiave del recovery Fund, annunciata da Mario Draghi, con in primis quello della transizione ecologica che avrà ampi poteri e assorbirà competenze di altri dicasteri. Il disegno sembra essere quello di scongiurare i veti incrociati provenienti dai partiti, anche perché c'è tempo solo fino al 30 aprile per presentare a Bruxelles un piano dettagliato di spesa, il nuovo superministero, guidato da Roberto Cingolani è il riferimento di oltre un terzo degli oltre 200 miliardi di aiuti europei destinati a investimenti nell'ambiente, alla tradizionale funzione di tutela ecologica, secondo la bozza del decreto in discussione, sommerà quasi tutte quelle sull'energia, in pratica nelle mani del manager scienziato ci saranno le politiche per passare da un'economia basata sulle fonti fossili, quelle più inquinanti a quelle più pulite e rinnovabili e riciclo con una lunga lista di deleghe ancora da mettere a punto nel dettaglio, ma che dovrebbe andare dalle tariffe non calmierate sulla luce alle concessioni per le trivellazioni petrolifere. Tutto questo a discapito del dicastero dello sviluppo economico guidato adesso dal leghista Giancarlo Giorgetti, a cui in sostanza, rimarranno da prendere le decisioni sulle crisi industriali. Cingolani sarà anche alla guida di un comitato interministeriale per coordinare le attività degli altri dicasteri che hanno ricadute sulla transizione ecologica, una Commissione analoga sarà quella sul digitale, con a capo, Vittorio Colao, ministro per l'innovazione tecnologica, anche in questo caso si tratta di un manager e anche questo comitato avrà un ruolo cruciale. Circa il 20% dei fondi del recovery fund vanno impiegati in questo ambito, a partire dalla connessione internet veloce e la digitalizzazione della macchina burocratica.

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