UE avvia riforma Patto di Stabilità, focus su crescita

05 feb 2020

Non è l'inizio della fine dell'austerità, ma certamente il segno che qualcosa sta cambiando. La Commissione europea apre il cantiere per la revisione del patto di stabilità. Tema delicato e divisivo che vede contrapposti Nord e Sud Europa. Per questo Bruxelles, per ora, si muove in punta di piedi, lanciando una consultazione pubblica aperta a istituzioni comunitarie e governi nazionali e privati, da cui poi, entro fine anno, si cercherà di tirare le fila per eventuali riforme. La Commissione non avanza sue proposte, ma fa un bilancio delle norme attuali. Hanno aiutato l'Europa diminuire il deficit e a rispondere meglio agli shock economici, dicono i commissari Dombrovskis e Gentiloni, ma sotto altri aspetti, hanno deluso le aspettative. Alcuni Paesi hanno infatti ancora debiti troppo alti, le regole poi sono diventate complicatissime e soprattutto non hanno favorito politiche anticicliche, deprimendo crescita e investimenti. La stabilità dei conti, è insomma ancora importante, ma tutto questo non basta di fronte alle sfide del Green Deal e della rivoluzione digitale. Ma certamente i Paesi con maggior debito, e l’Italia è uno di questi, devono tenere sotto controllo il debito pubblico, non c'è, non c'è nessun dubbio. Contemporaneamente, non possiamo immaginare una situazione nella quale gli investimenti, la transizione ambientale, tutto questo possa essere precluso a Paesi che hanno un debito molto elevato. La prossima settimana la Commissione europea presenterà le sue previsioni economiche. Il clima, dicono qua, resta di profonda incertezza, pesano soprattutto la Brexit e le tensioni commerciali, ma anche le incognite legate al coronavirus.

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