Vitalizi ex parlamentari, costano 200 milioni annui

Sono 2.600 e ci costano oltre 200 milioni di euro l’anno. Sono gli ex parlamentari e i loro vitalizi, cioè gli assegni che ciascuno di loro riceve per tutta la vita, in molti casi da un’età relativamente giovane. È un elenco lungo, quello di ex deputati ed ex senatori, che contempla big della politica, con alle spalle molte legislature, così come meteore di Montecitorio e Palazzo Madama, che anche nel caso in cui abbiano seduto solo pochi giorni fra gli scranni, ricevono pensioni di 2 o 3.000 euro l’anno. Il perché di questa anomalia che fa gridare molti allo scandalo sta nel fatto che fino al 2012 l’assegno del parlamentare non veniva calcolato sulla base del versamento dei contributi, come accadeva per tutti gli altri lavoratori dal 1996. Cinque anni fa la modifica con l’adeguamento ai principi generali, senza però toccare gli assegni degli ex parlamentari che così periodicamente finiscono sotto tiro per i loro assegni con proposte di tagli e adeguamenti difficili da realizzare. Scorrendo gli elenchi dei vitalizi, possiamo ricordare big della politica ancora in attività, come Clemente Mastella, con quasi 7.000 euro al mese, Massimo D’Alema, con oltre 5.000, ma anche colonne della Prima Repubblica del calibro di Gianni De Michelis e Paolo Cirino Pomicino. A Montecitorio si spendono 135 milioni l’anno per questi vitalizi. A Palazzo Madama gli ex senatori costano oltre 70 milioni l’anno. Nei bilanci delle due Camere pesano anche gli assegni di chi il parlamentare l’ha fatto per periodi più o meno lunghi e personaggi molto noti al grande pubblico. Così prendono l’assegno anche l’ex pornostar Ilona Staller, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il presentatore Gerry Scotti, i giornalisti Eugenio Scalfari e Fabrizio Del Noce, i cantanti Ombretta Colli e Gino Paoli.


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