A Malta i 65 salvati da Alan Kurdi, caso Alex in procura

08 lug 2019

Dopo due giorni in mare i 65 naufraghi salvati dalla Alan Kurdi sono a terra a Malta, trasbordati sulle motovedette della Valletta e trasferiti sull'isola in attesa di essere redistribuiti nei Paesi europei che hanno offerto disponibilità. L'Organizzazione Non Governativa tedesca, Sea-Eye, ha intanto ripreso il mare, come annunciato, per soccorrere altri migranti in fuga dall'inferno libico e intervenire per evitare l'ennesimo naufragio di cui, in assenza di testimoni, non si avrebbe mai notizia. Intanto a Lampedusa, dove la Alex dalla piattaforma di Associazioni italiane resta ormeggiata e sotto sequestro con il Comandante e capo missione indagati per favoreggiamento e disobbedienza a nave militare, sull'isola vietata di fatto solo alle navi umanitarie, non si fermano gli sbarchi, ormai quotidiani. Piccole imbarcazioni che entrano in porto senza essere fermate. Una ventina di migranti in mattinata, dieci nella serata di domenica, in tutto centinaia nelle ultime settimane. Se si considerano anche i soccorsi operati dalle motovedette in aiuto di quei barchini abbandonati in mezzo al Mediterraneo dalle cosiddette navi madre, che poi tornano indietro verso le coste dell'Africa per imbarcare nuovi gruppi di disperati in fuga dai lager e dalla guerra civile in corso nel Paese. Ora lo scontro tra Mediterranea e Ministro dell'Interno si trasferisce in Procura ad Agrigento. Oltre al fascicolo sul soccorso dei 56 profughi, tra cui donne e bambini, è stato presentato un esposto da parte dei legali della ONG sulle procedure eseguite per bloccare il Veliero, nonostante lo stato di necessità più volte invocato con la barca sovraccarica e i migranti allo stremo, senza più acqua potabile né servizi igienici. "Non abbiamo nulla da temere" dicono i rappresentanti di Mediterranea, annunciando di essere ansiosi di venire ascoltati in Procura per chiarire la loro posizione. Ribadiscono di aver rispettato il diritto internazionale e di avere violato solo le norme previste dal Decreto Sicurezza, che, come ha ricordato la portavoce di Mediterranea, un Giudice ha stabilito non si possa applicare in caso di salvataggio di vite umane in mare.

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