Assange, dir Wikileaks a Sky Tg24: attacco a libertà stampa

11 giu 2019

Ha visto Julian Assange ultimamente e quali sono le sue condizioni di salute, alla vigilia dell'udienza per l’estradizione? Ha una cattiva salute e ce l'aveva già prima di entrare in carcere Recentemente è stato spostato nell’ospedale della prigione. Io l’ho visto solo lo scorso mese, un mese dopo il suo arresto. Ha diritto a pochissime visite sociali, solo due volte al mese, e io cerco di organizzare affinché i suoi amici lo possano andare a trovare. Gli Stati Uniti hanno presentato 17 capi di accusa contro Assange sulla base dell'Espionage Act ed è la prima volta che accade una cosa del genere. Cosa significa per la libertà di stampa? È un attacco molto serio alla libertà di stampa, è senza precedenti. In 102 anni l'Espionage Act non è mai stato usato contro un giornalista o un editore, ora è successo per la prima volta. È un segnale inviato a tutti i giornalisti in ogni parte del mondo, è un attacco non solo contro Julian Assange, ma contro di loro e i loro interessi. Qui è il giornalismo sotto processo ed è un processo politico, un attacco politico molto grave che dobbiamo affrontare. I fatti si riferiscono al 2010 sotto la presidenza Obama, che pure mai usò l'Espionage Act. Pensavate che lo avrebbe fatto Trump, che durante la campagna presidenziale aveva, invece, detto di amare WikiLeaks? Quello che Trump dice cambia secondo le giornate ed è completamente senza conseguenze per noi, quello che conta sono le azioni. È vero che l'amministrazione Obama non ha voluto usare l'Espionage Act, sappiamo che ci ha pensato e ha deciso di non farlo perché ha realizzato che non c'è differenza tra quello che viene pubblicato da Wikileaks e il New York Times, lo hanno chiamato “il problema New York Times”. Ora il dilemma è stato superato, ora ogni giornalista è messo davanti al “New York Times problem” e ogni giornalista è sotto attacco non soltanto Julian, che rischia 125 anni di carcere.

pubblicità
pubblicità