Berlino: l'oppositore russo Navalny è uscito dal coma

07 set 2020

Il dissidente russo Alexei Navalny, è uscito dal coma indotto, lo hanno fatto sapere i medici dell'ospedale Charitè di Berlino in cui è ricoverato dal 2 agosto, quando è arrivato in Germania dalla Russia, sotto richiesta della sua stessa famiglia. Si era sentito male a bordo di un volo dalla Siberia dopo aver bevuto un tè. Ora risponderebbe a stimoli verbali, anche se per i medici sarebbe ancora troppo presto per determinare conseguenze di lungo termine. Pochi giorni fa le autorità tedesche, rivelando il risultato dei test tossicologici dell'esercito, hanno parlato di un tentativo certo di avvelenamento nei confronti di Navalny. Attraverso l’agente nervino di fabbricazione sovietica, quindi in possesso della Russia. La stessa sostanza era già stata utilizzata nel 2018 in Gran Bretagna contro l'ex spia Sergej Skripal, sopravvissuta. La stessa cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato di indubbio tentativo di far tacere il dissidente russo. Ha chiesto a Mosca risposte e sollevato perfino la possibilità di sanzioni nei confronti della Federazione anche legata al progetto da miliardi di euro del gasdotto Nord Stream 2 tra Russia ed Europa. Mosca invece accusa la Germania di bloccare l'inchiesta che lei stessa vorrebbe. Berlino, intanto, ha chiesto appoggio sia all'Unione europea sia alla Nato per fare pressioni su Mosca. L'alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell ha condannato l'avvelenamento e spinge ora per una risposta internazionale comune. E proprio nelle ultime ore il Regno Unito ha convocato l'ambasciatore russo per registrare profonda preoccupazione dopo le rivelazioni arrivate dalla Germania.

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