Birmania, ancora scontri in tutto il paese. Appello del Papa

17 mar 2021

Mentre continuano in tutto il Paese le manifestazioni di protesta nella ex capitale Rangoon esercito e dimostranti si sono scontrati oggi nei quartieri cinesi, provocando molti feriti e danni alle aziende e alle abitazioni. Non è chiaro però chi abbia scatenato gli scontri, alcuni video che girano sulla rete mostrano esercito e polizia che irrompono in un capannone per attaccare i manifestanti nascosti dentro e scaricare poi la colpa sulla popolazione civile. Il governo di Pechino, uno dei pochi che non ha ancora formalmente condannato il golpe, limitandosi a chiedere di ristabilire l'ordine, ha chiesto alla giunta militare di intervenire immediatamente per proteggere i suoi interessi, i cittadini e le aziende. Pechino, che sembra essere stata colta di sorpresa dal golpe è il maggior partner commerciale della Birmania, in corso decine di grandi progetti infrastrutturali che rischiano di rimanere bloccati. Nel frattempo il bilancio delle vittimeha oramai superato le 200 persone con oltre 2000 arresti. Migliaia di profughi stanno inoltre premendo al confine con la Thailandia con l'India, l'altro Paese che non ha ancora preso una netta posizione contro il regime. Nessuna notizia nel frattempo di Jang Sun Succi ormai da giorni, che secondo uno dei suoi avvocati è rinchiusa nella sua residenza privata, senza accesso ad alcun tipo di comunicazione.

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