Cop26, i grandi inquinatori sono comunque lonatni dagli obiettivi di riduzione Co2

01 nov 2021

Un grado e mezzo, il mantra ripetuto in tutte le conferenze sul clima è l'obiettivo entro il quale dobbiamo contenere il riscaldamento globale perché non s'inneschi un processo irreversibile le cui conseguenze stiamo solo intravedendo. Scomparsa del Permafrost, innalzamento degli oceani, siccità devastanti e desertificazioni di intere aree geografiche, eventi sempre più estremi nei climi un tempo considerati temperati. Per evitare che questa situazione diventi irreversibile, si è calcolato appunto che un grado e mezzo rappresenti il limite massimo rispetto all'era pre-industriale e le grandi potenze hanno preso, e probabilmente ribadiranno, impegni per la riduzione dell'utilizzo di energie fossili considerate le prime responsabili di questo fenomeno. In prima fila in questa battaglia certamente le nazioni occidentali, USA e UE in testa, contrapposte al fronte scettico Russia e Cina soprattutto. Le conclusioni del G20 di Roma, considerate generiche, non fanno altro che fotografare queste differenti posizioni tra chi mette lo sviluppo davanti alla tutela ambientale e chi no. Uno schema che però descrive solo in parte la realtà dei fatti perché, come possiamo vedere dei grafici, dalle parole degli occidentali, per esemplificare, non corrispondono azioni adeguate. La linea bianca indica l'attuale livello di emissioni, quella gialla gli impegni assunti, diciamo le promesse, quella verde ciò che sarebbe necessario. E quindi si vede che sì, gli Stati Uniti hanno promesso di passare dagli attuali 6 giga tonnellate di Co2 a 4, ma così restano ben lontani da quanto indicato dagli scienziati, cioè 2. Anche l'UE capofila della politica green si ferma a 2, quando invece dovrebbe azzerarle, nel rispetto delle promesse fatte. Certo, c'è chi fa peggio. La Cina dalle attuali 14 dovrebbe scendere fino a 8, mentre forse arriverà 13 nel 2030 o addirittura l'India che dagli attuali 4 passerà a 6 con buona pace dei buoni propositi della Comunità internazionale. Consoliamoci con il Canada, davvero virtuoso, dell'attuale striminzito 1 passerà a 0,5 in linea con gli obiettivi.

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