Coronavirus, cosa succede agli italiani bloccati all'estero

30 mar 2020

Mentre ogni Paese chiude le proprie frontiere, per contenere la pandemia, sono centinaia gli italiani bloccati all'estero che non sono ancora riusciti a rientrare nel nostro Paese. È così per 36 studenti italiani di 17 e 18 anni, bloccati in Honduras. Erano partiti lo scorso agosto, dopo aver vinto il concorso di Intercultura per frequentare un anno di studio all'estero. Dopo un accorato appello, rivolto dai genitori dei ragazzi, al Ministro degli Esteri, Luigi di Maio, però, la loro situazione è in via di risoluzione. Il prossimo 2 aprile, infatti, è previsto che un volo Lufthansa li riporti in Italia. Fine di un incubo che loro stessi raccontano. Stanno già iniziando a spartire l'elettricità e l'acqua, ma la cosa che – a noi – fa più paura è il sistema sanitario honduregno, perché questo sistema non è assolutamente in grado di affrontare un tipo di epidemia del genere. In Groenlandia, invece, sono bloccati 5 documentaristi ,di cui 4 italiani. Erano partiti da Milano lo scorso 3 marzo, già in piena emergenza Coronavirus, ma prima dei divieti di spostamento per effettuare alcune riprese. Nel frattempo, la Groenlandia ha chiuso i propri confini, sospendendo ogni volo. I 4 italiani, da allora, sono bloccati in un deserto di neve e ghiaccio – denuncia la moglie di uno di loro – in una Regione dove non ci sono presidi sanitari. La Farnesina fa sapere che sta studiando la situazione. Le richieste di aiuto rivolte al Governo arrivano da un capo all'altro del globo. In Laos sono almeno 50 i nostri connazionali che non riescono a rientrare in Italia. A farsi portavoce della loro situazione, lanciando un appello sui social network, è Giancarlo Strada, imprenditore bergamasco. Chiediamo aiuto per poter uscire da questa situazione. I voli sono tutti bloccati, gli aeroporti sono chiusi, le frontiere sono chiuse. Non c'è via d'uscita dal Laos. A Vietiane, dove ci troviamo, la situazione degenera ora dopo ora. Nei prossimi giorni due voli, uno francese e uno tedesco – comunica la Farnesina – dovrebbero riportarli in Italia. Infine, in Australia, stando alle notizie riportate da alcuni quotidiani locali in lingua italiana, ci sarebbero circa 800 nostri connazionali arrivati nel Paese per motivi di studio o turistici, che non riescono a rientrare. Le autorità italiane, in queste ore, si stanno adoperando per far rimpatriare le persone con esigenze maggiori.

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