Coronavirus, negli Usa pacchetto di aiuti all'economia

18 mar 2020

“Vogliamo agire in grande, investire grosse somme. Il Paese è molto forte. Non siamo mai stati così forti e questo è quello che vogliamo fare contro questo nemico invisibile. Non vogliamo che le nostre compagnie aeree falliscano, non vogliamo che le persone perdano il loro lavoro e non abbiano denaro per vivere, quando stavano bene solo 4 settimane fa.” Anche il Presidente americano è ormai costretto a guardare in faccia la realtà. Il suo Segretario al Tesoro è lì, accanto a lui, a dire chiaramente che, a causa della pandemia, il settore aereo nazionale si trova già in una situazione ben peggiore di quella successiva all'11 settembre. Per far fronte alla crisi, l'Amministrazione Trump ha deciso di stanziare un pacchetto di 850 miliardi di dollari come stimolo all'economia. Donald ostenta ancora sicurezza contro quel virus che chiama cinese, facendo irritare non poco Pechino. Intanto in Cina si mette in quarantena chi mostra sintomi proveniendo dall'estero e si festeggia con fiori l'uscita dagli ospedali degli ultimi connazionali colpiti dal virus. In Cina si trova anche un team di medici italiani del Sant'Anna di Roma. “Ritengo che sia molto utile potersi incontrare e avere questi scambi.” In Russia Vladimir Putin, particolarmente silente sul tema, si fa fotografare mentre fa visita a un nuovo centro a Mosca, inaugurato proprio per monitorare la situazione nel Paese. La Russia ha finora segnalato 93 casi. Il campionato di calcio è stato sospeso fino al 10 aprile. Dal suo auto isolamento dopo che la moglie è risultata positiva al virus, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha nuovamente esortato il Paese a seguire le regole base per evitare il contagio e ha elogiato il lavoro di medici e infermieri. Dal presidente israeliano una strigliata alla popolazione: “Le restrizioni non significano vacanza. Vi chiedo di avere cura di voi stessi” ha ammonito Reuven Rivlin. Chiuse tutte le scuole in Kenya, dove tutti i bambini nei collegi sono stati riconsegnati ai loro genitori.

pubblicità