Crisi migranti, Von Der leyen: 700mila euro di aiuti

17 nov 2021

"L'Europa è al fianco delle persone intrappolate alla frontiera con la Bielorussia". Ursula Von der Leyen ricorda lo stanziamento di 700 mila euro in kit medici di assistenza per i migranti bloccati al confine bielorusso con la Polonia, ma non cede sul fronte degli ingressi e lancia il suo monito a Minsk, "siamo pronti a fare di più" ha affermato, "ma il regime bielorusso deve smettere di adescare le persone mettendo a rischio le loro vite". È l'ultima di una serie di dichiarazioni che testimoniano la fibrillazione che si vive in questi giorni a causa della crisi provocata dalla politica di Alexander Lukashenko che ha incoraggiato, così sostiene l'Europa, le persone in fuga da Afghanistan, Siria e altre aree di crisi, a recarsi nel suo paese per poi dirigersi in Europa, riaprendo così la cosiddetta rotta balcanica. La Polonia, dopo giorni di stasi, ha deciso di usare il pugno di ferro e attuare i respingimenti anche usando idranti. I giornalisti sul posto non possono documentare quanto avviene lungo il confine ma le notizie di violenze sui due lati della frontiera sono innumerevoli e concordanti. Anche dal punto di vista politico la situazione è di stallo, Bruxelles è riuscita a bloccare i voli che dal Medioriente portavano i migranti in Bielorussia. Ma quelle poche migliaia bloccate alla frontiera stanno vivendo in condizioni terribili. Da un lato per la spregiudicatezza di Minsk, dall'altro dall'intransigenza di Bruxelles, che non vuole cedere al ricatto di Lukashenko. E così, da parte bielorussa, si usano tutti i mezzi per innalzare il livello dello scontro. Minsk ha infatti interrotto la fornitura di gas russo verso la Polonia, per un'imprevista manutenzione degli impianti, e la Polonia, che non ha certo rapporti idilliaci con l'Unione proprio per la gestione dei migranti, dichiara che la crisi durerà ancora a lungo. Il primo ministro italiano Mario Draghi infine ha condannato l'uso civico dei migranti nella politica estera della Bielorussia ma al tempo stesso ha dichiarato di non sapere di un vertice straordinario. Nel frattempo i migranti rimangono all'addiaccio, in una delle zone più fredde d'Europa. Infine giunge la notizia di un'altra chiamata di Angela Merkel a Lukashenko, la seconda della settimana, il tentativo di frenare un'escalation.

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