Crisi Ucraina, Usa: Russia cerca pretesto per invasione

15 gen 2022

Nel gergo militare si chiama “False flag”, e deriva dalla tradizione piratesca di issare una falsa bandiera amica per ingannare le navi da abbordare. Nel mondo moderno è una tattica ben conosciuta. Già nel 2014 la Russia la utilizzò per annettersi la Crimea. Oggi –secondo l’Intelligence americana- sarebbe pronta a rifarlo. Un’operazione segreta di sabotaggio per creare un pretesto e invadere l’Ucraina. Agenti operativi russi sarebbero già nell’est del Paese. Addestrati per operazioni di guerriglia urbana, ed esperti nell’utilizzo di esplosivi, sarebbero stati istruiti per compiere un attentato contro i loro stessi soldati che da mesi sono al confine in modo da fornire a Putin una giustificazione per un’operazione militare al di là della frontiera. Tutto potrebbe avvenire nel giro di poche settimane, forse già entro metà febbraio. Ma siccome quello delle spie è un gioco delle parti, gli Stati Uniti mettono preventivamente la pistola sul tavolo della trattativa diplomatica che è in stallo, e avvisano Mosca in perfetto stile “tu sai che io so”. Fonti di Washington ci fanno quindi sapere che l’America darebbe alla resistenza ucraina tutto il supporto necessario. La CIA raccoglierebbe informazioni sul campo e addestrerebbe i soldati tra Polonia, Romania e Slovacchia, mentre il Pentagono si occuperebbe di fornire loro gli armamenti. Dall’invasione della Crimea, gli Stati Uniti hanno finanziato l’esercito di Kiev con 2 miliardi e mezzo di dollari, dotandolo dei più moderni sistemi difensivi, dai radar alle batterie antimissile. Stavolta arriverebbero anche armi pesanti. Il portavoce del Cremlino, ovviamente, ha bollato le indiscrezioni occidentali come infondate e senza alcuna prova.

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