G20 Roma, accordo su Global Tax: ma è stallo sul clima

30 ott 2021

La notte romana, la notte del G20 non si è chiusa con la cena del Quirinale. Gli sherpa hanno continuato a trattare per cercare di limare il comunicato finale che sul clima rischia di deludere, e di molto, le aspettative proprio alla vigilia dell'apertura dei lavori della Cop26 di Glasgow. Cina e India tengono le redini tirate e sono determinate a non far apparire neanche la data simbolica del 2050 per arrivare all'obiettivo emissioni Zero. Pechino spinge per il 2060 e ieri il Presidente Xi Jinping, in collegamento con gli altri Leader, è tornato con chiarezza a sottolineare che sono le economie più avanzate a doversi prendere le proprie responsabilità non pretendendo ora di fermare o ostacolare la crescita di quelle emergenti che ancora si basano sui combustibili fossili. D'altronde si sapeva che il clima sarebbe stato il passaggio più duro e ambizioso di un vertice che si svolge in un momento in cui il mondo deve fronteggiare crisi multiple: da quella ambientale passando per quella sanitaria fino a quella economica. Al di là del capitolo climatico la Presidenza italiana, non a caso, può comunque dire di aver raggiunto dei risultati significativi e insperati. Ieri è stata siglata l'intesa tra i 20 grandi sulla tassa minima globale per le multinazionali al 15% che apre anche la possibilità di tassare le grandi aziende nel paese dove fanno gli utili. Un primo passo importante per cercare di colmare le diseguaglianze che sono andate ulteriormente ad acuirsi in tempi di pandemia. La responsabilità verso i paesi più poveri è un tema che ritorna spesso al tavolo del G20, In particolare quando si parla di vaccini con il tentativo di dare una spinta di concretezza alle promesse. L'obiettivo concordato al vertice è di vaccinare il 40% della popolazione globale entro la fine dell'anno e il 70% entro metà del 2022, ma anche qui emergono le divergenze con il Presidente russo Vladimir Putin, anche lui non in presenza a Roma ma in collegamento, che chiede, spalleggiato dalla Cina, l'approvazione da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dello Sputnik, così da poterlo usare anche per i paesi che ne hanno più bisogno. L'asse Mosca-Pechino torna a farsi sentire più volte in questo che nelle intenzioni della Presidenza italiana vuole essere il vertice del rilancio di un multilateralismo che per Russia e Cina si basa però su standard uniformi di democrazia secondo modelli occidentali. Di certo è il vertice del rilancio delle relazioni transatlantiche con il Presidente americano Joe Biden che ha scelto Roma per riaprire il dialogo e la stretta collaborazione con i partner europei su tutti i dossier principali: dal clima alla pandemia fino al nucleare iraniano.

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