L'aumento dei contagi porta a nuove chiusure in alcuni Paesi

09 set 2020

La Gran Bretagna vieta le riunioni con più di 6 persone, a partire dal 14 settembre, a causa dell'aumento di casi di Covid 19 nel Paese. Le nuove restrizioni non si applicheranno né ai luoghi di lavoro, né alle scuole. La multa, per chi non segue le raccomandazioni delle autorità, è di 100 sterline. Il Governo ha imposto anche una quarantena di due settimane ai viaggiatori di ritorno da alcune isole greche, di conseguenza, diverse compagnie aeree hanno cancellato i voli verso la Grecia. Non accade soltanto nel Regno Unito, in diversi altri Paesi europei, il crescere dei numeri del virus spinge le autorità locali a imporre misure parziali, nel tentativo di evitare nuovi lockdown. Il Governo regionale di Madrid prevede restrizioni sulle riunioni sociali e familiari, mentre la riapertura delle scuole fa temere per un aumento dei contagi. Un divieto di assembramento di più di 10 persone all'aperto è ora allargato anche agli incontri al chiuso. Sono invece 18 i Comuni interessati da nuove misure in Danimarca, tra questi anche la capitale, Copenaghen. L'aumento di casi e del numero dei ricoveri preoccupa le autorità che hanno abbassato la partecipazione ad eventi di gruppo da 100 a 50 individui e imposto restrizioni sugli orari serali a bar e ristoranti. Anche fuori dall'Europa, alcuni Paesi in cui i numeri del contagio sono in crescita, hanno predisposto chiusure. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un coprifuoco dalle 19:00 alle 5:00 del mattino, per evitare un lockdown completo contro il quale da settimane manifestano quotidianamente centinaia di persone nel Paese. La città di Casablanca, in Marocco, invece, sarà chiusa per due settimane in entrata e in uscita, sarà imposto un coprifuoco notturno, limitazioni di orario a caffè e ristoranti e ai mercati pubblici e scuole non apriranno. Restrizioni arriveranno il prima possibile anche a Giacarta, le autorità locali hanno fatto sapere che nonostante l'aumento del 20 per cento dei posti letto, il timore è che le terapie intensive degli ospedali possano riempirsi entro il 15 settembre.

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