Manovra, ok UE a Italia, dubbi sulle coperture

18 nov 2020

Con la sospensione del patto di stabilità, quest'anno i giudizi della Commissione europea sulle manovre nazionali si fermano a livello qualitativo. Se insomma le misure in programma siano atte a sostenere la ripresa. Su questo tutti promossi, ma sull'Italia, così come su Francia, Lituania e Slovacchia, qualche dubbio sulle coperture di alcuni provvedimenti considerati non temporanei e che valgono circa l' 1% del Pil. Non c'è un giudizio negativo nel merito, né una richiesta di correzioni, ma preoccupa l'impatto nel medio lungo periodo sul debito pubblico già imponente prima della pandemia. Vero è che è finita l'emergenza, con i fondamentali peggiorati in tutta Europa, bisognerà ridiscutere le regole comuni, sottolinea il commissario Gentiloni, poco convinto, invece, della proposta, circolata negli ultimi giorni di un azzeramento dei debiti da covid. Io non credo che i debiti si cancellino, no? Sicuramente c'è un problema in futuro, ma sarà una discussione da aprire in una situazione meno incerta, c'è un problema di come rivedere le regole. L'urgenza è invece nel via libera definito cruciale alla recovery Fund, bloccato dai veti di Ungheria e Polonia. Il vertice dei leader, previsto nelle prossime ore, non dovrebbe essere risolutivo, e da Gentiloni arriva l'appello alla responsabilità. Io sono fiducioso che questo ritardo che in se è veramente una cosa negativa, si riesca a recuperare con un'intesa nel Consiglio che superi questo ostacolo. Al momento convincere Budapest e Varsavia sembra essere ancora la strategia principale, ma da più parti, Francia in testa, si comincia a ragionare su una strategia alternativa per andare avanti a 25, lasciando fuori, dunque, quelli che non rispettano le regole sullo stato di diritto che a questo punto resterebbero però anche senza fondi europei.

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