Origine Covid, Pechino nega fuga virus da laboratorio

17 giu 2021

"Il fatto che scienziati cinesi lo abbiano isolato per primi, non significa certo che il Coronavirus sia stato prodotto da loro". Sembra fidarsi innanzitutto alla logica il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, nel difendere suo paese davanti ai dubbi del resto del mondo. E lo fa l'indomani dei giorni in cui più forti, di nuovo, si sono fatte le voci sulla possibilità che il virus, che in questo anno e mezzo ha messo il mondo in ginocchio, provocando finora più di 3 milioni e 800 mila morti, sia potuto sfuggire, per errore, al laboratorio di biosicurezza di Wuhan. "Altro che colpa" aggiunge il funzionario, "quegli studiosi dovrebbero piuttosto ricevere il Premio Nobel per la medicina grazie alle loro ricerche". I dubbi sull'origine dell'epidemia sono stati rinfocolati nei giorni scorsi da un filmato trasmesso da Sky News Australia. Le immagini rivelano come nel 2017, nel laboratorio dell'Istituto di virologia di Wuhan, ci fossero pipistrelli vivi in gabbia. Non che colpisca, sia chiaro, che là dove si fa ricerca si maneggino i mammiferi volanti considerati una autentico serbatoio di virus. A pesare è invece il fatto che la circostanza fosse stata esplicitamente smentita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo il sopralluogo di gennaio da cui era scaturito il rapporto ufficiale che escludeva l'ipotesi fuga del virus. A maggio lo stesso Presidente americano Joe Biden ha chiesto all'intelligence d'oltreoceano un'indagine risolutiva in merito, anche sulla scorta di informazioni riservate in base alle quali almeno tre ricercatori del laboratorio di Wuhan si sarebbero ammalati già a novembre del 2019. Notizia comunque smentita dai cinesi.

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