Pandemia peggiora in Europa, si moltiplicano chiusure

20 ott 2020

Tutti gli interventi non essenziali rinviati e tamponi solo per i sintomatici. Il Belgio è costretto a fare i conti con una seconda ondata di contagi che gli esperti non esitano a definire catastrofica, con circa 10 mila contagi al giorno su un totale di 11 milioni di abitanti e un tasso di positività che a Bruxelles ha superato il 23 per cento. Molti ospedali stanno esaurendo le terapie intensive, e anche se i posti letto si possono aumentare, manca il personale per far fronte a una necessità che raddoppia in media ogni 8 giorni. Anche la Presidente della Commissione von der Leyen ha lasciato il Paese e proseguirà in Germania l'auto isolamento in cui si trova dopo un contagio nel suo staff. Peggio del Belgio c'è solo la Repubblica Ceca, dove gli ospedali si stanno saturando e le autorità stanno ipotizzando nuove restrizioni. Intanto l'Irlanda, è il primo Paese europeo a tornare lockdown, da giovedì tutto chiuso, tranne scuole e negozi, e essenziali e obbligo di restare a casa. Si andrà avanti così per 6 settimane, con l'obiettivo di salvare il Natale. Lockdown al via anche in Galles e stretta a locali pubblici e incontri privati a Manchester, mentre in tutto il Regno Unito oltre 21 mila casi in 24 ore, nuovo record da inizio pandemia. Numeri ai massimi storici anche in Olanda, Polonia e Bulgaria, e si ragiona su una nuova chiusura a livello nazionale anche in Spagna, dove nel frattempo si moltiplicano i confinamenti locali, mentre a Berlino scatta l'obbligo di mascherina anche nei luoghi affollati all'aperto. In Slovacchia, infine, è stato deciso che a fine mese saranno sottoposti a test rapido tutti gli oltre 5 milioni di abitanti, chi si rifiuta dovrà restare in quarantena per 10 giorni.

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