Papa, liturgia della Passione: "Dio ama uomini, non virus"

10 apr 2020

Entra lentamente nella Basilica deserta, poi l'anziano Papa si sdraia in segno di umiltà e devozione, sul pavimento di una San Pietro deserta di fedeli. Lunghi minuti di raccoglimento e preghiera davanti al crocefisso coperto di un drappo rosso. È la liturgia della passione del venerdì Santo e padre Raniero Cantalamessa, il predicatore della casa Pontificia, nella meditazione dice che colui che pianse per Lazzaro sta piangendo adesso per il dolore degli uomini, ma dalla creazione ha scelto di lasciare la natura una certa libertà come la lascia, anche se diversamente, agli uomini. - Ma attenti a non ingannarci non è Dio che con il coronavirus ha scaraventato il pennello sull'affresco della nostra orgogliosa civiltà tecnologica. Dio è alleato nostro non del virus. Pulito, essenziale, così come essenziale sarà la via Crucis serale in una Piazza San Pietro vuota di fedeli, ma piena delle tante presenze che si collegheranno da tutto il mondo. Come accadde il 27 marzo per il momento di preghiera in cui chiese a Dio la fine della pandemia, Francesco sarà sul sagrato di piazza San Pietro e nelle varie stazioni della via Crucis, che inizia alle 21, parte dall'obelisco al centro della piazza e termina davanti alla Basilica, verranno lette le meditazioni scritte da persone legate al carcere di Padova: cinque detenuti, una donna condannata all'ergastolo, due genitori ai quali hanno ucciso la figlia, la madre di un carcerato, la figlia di un ergastolano, un'educatrice, un Magistrato di sorveglianza, una catechista, un sacerdote accusato ingiustamente, un frate volontario, un poliziotto.

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