Queen's Speech, Brexit e Sanità priorità del Governo Johnson

20 dic 2019

Da un lato la Brexit, dall'altro investimenti importanti, a partire dalla sanità. A una settimana dal voto, il programma del nuovo Governo britannico punta sui due dossier che gli hanno regalato una maggioranza blindata. È il secondo discorso della Regina in nove settimane. Ad ottobre Boris Johnson non aveva i numeri per lavorare. Oggi ogni annuncio è di fatto una promessa. “Lord e membri della Camera dei Comuni, le priorità del mio Governo sono di consegnare l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea il 31 gennaio. I miei Ministri implementeranno delle leggi per fare in modo che il Regno Unito possa uscire entro quella data e per cogliere al meglio tutte le opportunità che si presenteranno per il popolo del Regno Unito”. La legge sulla Brexit è stata presentata venerdì, inizierà il suo iter parlamentare come regalo di Natale per i leavers del Paese. L'approvazione definitiva avverrà all'inizio del nuovo anno ed escluderà, come anticipato, la possibilità di un prolungamento del periodo di transizione. Per la sanità l'esecutivo mette sul tavolo quasi 34 miliardi di sterline in più l'anno, un aumento notevole dopo nove anni di austerity. Prima risposta concreta alle preoccupazioni della working class del nord, che questa volta, spesso per la prima volta, ha scelto di votare per i Tories, tanto che Boris Johnson non ha dubbi: “Siamo un governo del popolo e un Parlamento pieno di conservatori tute blu”. E poi soldi per istruzione, infrastrutture, edilizia popolare, l'impegno a guidare la lotta al cambiamento climatico, pugno duro contro scarcerazioni facili, nuove norme sull'immigrazione con, ironia della sorte, una corsia preferenziale per medici e infermieri. Protezione per i veterani di Sua Maestà, e il pensiero vola al Nord Irlanda. Un no ribadito e convinto al referendum sull'indipendenza scozzese che nelle stesse ore Nicola Sturgeon chiede ufficialmente. Boris Johnson in Aula appare orgoglioso e bellicoso, parla di una nuova età dell'oro per il Regno Unito e rivendica “questo è il programma più radicale degli ultimi anni”. Radicale, un po' come il manifesto rosso di Jeremy Corbyn, che non a caso dice “è una pallida imitazione delle nostre proposte”. Ma è il programma che gli elettori hanno preferito.

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