Raid Usa, le reazioni nel mondo

03 gen 2020

Le forze militari degli Stati Uniti con grande successo, con grande precisione, sono riuscite ad uccidere il terrorista numero uno, ricercato in tutto il mondo. Sul suo profilo Twitter il presidente americano, Donald J Trump ha fissato la bandiera a stelle e strisce. Orgoglio patriottico, a corredo dell'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, la vera mente grigia del regime iraniano. Avrebbe dovuto essere ucciso molti anni fa. Ha ammazzato, ferito gravemente migliaia americani, ha twittato il commander in chief che ha osservato come l'Iran non vinca le guerre e non perda i negoziati. Nonostante le frizioni del recente passato, l'esultanza di Trump si ritrova anche nei tweet del falco John Bolton, ex consigliere alla sicurezza nazionale dell'attuale amministrazione che si è congratulato con tutti quelli coinvolti nell'eliminazione del generale e del fedelissimo senatore repubblicano Lindsey Graham, che osserva come sia stato ucciso l'uomo iraniano più potente dopo l'ayatollah. Immediate le risposte su Twitter da Teheran della guida suprema Ali Khamenei, del premier Hassan Rouhani e del ministro degli esteri Zarif. L'Iran promette di vendicare la morte della mente di tutte le più importanti operazioni militari iraniane nel momento e nel luogo più opportuni. Il presidente siriano Bashar al-Assad, che ha nell'Iran sciita il suo più grande alleato, ha scritto all'ayatollah per dire che il ricordo del martire rimarrà immortale della coscienza del popolo siriano. Dall'Iran si fa sentire anche il nunzio Leo Boccardi che ha reso noto come il Santo Padre sia stato informato e la Santa sede segua con preoccupazione gli eventi, mentre nel paese si diffondono incredulità, dolore e rabbia. Preoccupazione si trova anche nelle parole del presidente del consiglio europeo Charles Michel e di quello francese Emmanuel Macron, che ha avuto sul tema anche una conversazione telefonica col collega russo Vladimir Putin. Il Cremlino vede nell'attacco americano un rischio escalation condiviso in conferenza stampa anche dalla portavoce della cancelliera Angela Merkel, Ulrike Demmer. Da Berlino si osserva però anche che Sulemani, era segnalato anche nelle liste della Ue come terrorista. Tra i paesi maggiormente esposti a rischio ritorsioni c'è Israele. Il premier uscente Benjamin Netanyahu, che ha interrotto la sua visita in Grecia ha lodato Trump per aver agito in modo rapido, vigoroso e deciso, osservando che anche gli Usa come Israele hanno diritto all'autodifesa. E il segretario generale all'ONU Antonio Guterres avverte, il mondo non può permettersi un'altra guerra del Golfo.

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