Tensioni Ucraina, Cremlino: con sanzioni rompiamo rapporti

13 gen 2022

Ora chi fa paragoni con la Guerra Fredda, rischia di non sbagliare di molto. La NATO non vuole rinunciare all'eventualità di accogliere anche l'Ucraina nell'Alleanza? Non vuole neanche sentir parlare di sospensione delle esercitazioni nei Paesi confinanti con la Russia? Bene, allora il Cremlino non esclude di inviare la Marina Militare e mezzi a Cuba e anche in Venezuela. E così, visto che la geografia delle alleanze la svantaggia, Mosca cerca di spostare il proprio esercito, minacciosamente più vicino agli Stati Uniti, un po' come fece Krusciov. È una ripicca? È una boutade che non avrà seguito ipotizzata dal Viceministro degli Esteri? Per ora è difficile capirlo. Di certo anche il Cremlino ha detto che le distanze con la NATO e gli americani sono su temi troppo sostanziali, per cui è inutile, per ora, programmare altri incontri. Non solo, ma ha aggiunto che eventuali ulteriori sanzioni alla Russia da parte degli Stati Uniti, equivarrebbero a rompere le relazioni diplomatiche e uscendo dalla riunione dell'OSCE, il negoziatore russo, ha ribadito che non c'è da stare ottimisti e che o si trova un accordo o l'esito potrebbe essere catastrofico. E quasi contemporaneamente il Segretario di Stato americano Blinken, ha ribadito che le porte della NATO restano aperte. Aperte quindi anche all'Ucraina, che è esattamente ciò che Mosca chiede di non fare, schierando oltre 100mila soldati russi al suo confine. Insomma, nonostante i tentativi di dialogo di questa settimana, le due parti restano distanti e vista l'aria che tira in Europa, si cerca di accelerare sul progetto di Difesa Comune Europea, un esercito in grado di agire e di difendere i 27 Stati membri dell'Unione. Il dialogo tra le parti, infatti, può essere una buona alternativa al conflitto, ma se le parole diventano sempre più spericolate e minacciose, queste rischiano di peggiorare le cose.

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