Tokyo, raccolte 350 mila firme contro le Olimpiadi

14 mag 2021

"Nulla potrà oramai fermare le olimpiadi" dicono all'unisono governo giapponese e Comitato Olimpico Internazionale. "Fermiamole immediatamente, la vita umana prima di tutto" chiede invece una petizione popolare, che in pochi giorni ha raggiunto 350 mila firme, che oggi è stato ufficialmente presentata alla governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, che si è rifiutata di ricevere il promotore dell'iniziativa, il suo ex avversario alle elezioni, l'avvocato Kenji Utsunomiya. E mentre la visita ufficiale del presidente del CIO, Thomas Bach, è stata di nuovo rinviata, la staffetta olimpica viene dirottata nelle campagne e medici e infermieri rifiutano di mettersi a disposizione dell'organizzazione olimpica, per paura di sottrarre preziose risorse a un sistema sanitario che rischia di collassare, a 10 settimane dalla cerimonia di inaugurazione, il 23 luglio, il Giappone estende lo stato d'emergenza ad altre tre regioni. Compresa quella più settentrionale di Hokkaido, considerata la più sicura, dove dovrebbe tenersi la maratona. "Sembra una scena del Titanic" scrive oggi nel suo editoriale il Tokyo Shimbun, "con governo e Comitato Olimpico ancora in piedi a prua che guardano l'orizzonte, mentre il resto della nave cade a pezzi e affonda". "Queste Olimpiadi rischiano di finire male, molto male" afferma Kenji Utsunomiya, che intende continuare a raccogliere le firme fino alla cancellazione dei Giochi. Ma soprattutto rappresentano un rischio che il popolo giapponese non vuole correre e cita i sondaggi, che oramai da tempo indicano in circa l'80% i cittadini che si oppongono ai Giochi. "In democrazia" conclude "il governo e CIO dovrebbero tenerne conto".

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