Ue: no a muri anti migranti con soldi dell'Unione

08 ott 2021

D'accordo nel rafforzare la protezione dei confini esterni ma assolutamente contraria all'edificazione di muraglie difensive finanziate con i fondi dell'Unione Europea. Non lascia margini la Commissaria europea agli Affari Interni, Johansson, a conclusione della riunione dei Ministri dell'Interno a Lussemburgo sul grande tema della migrazione. Alla proposta di costruzione di muri anti-flusso migratorio, presentata con una lettera da 12 Paesi membri, la Commissaria dice "no", se pur comprendendo le ragioni di chi, in questi anni, li ha costruiti in autonomia. Armonizzare i princìpi di solidarietà con quelli di libera circolazione, in un quadro sempre più complesso dei flussi migratori, è certamente la sfida più ardua ma l'unica strada, per la Commissaria, è da ricercare nel rilancio delle misure del Patto dell'Unione per l'emigrazione e dell'asilo. La parola chiave, dunque, nella linea della Commissione è l'interoperatività. L'Unione Europea deve colmare il ritardo fin qui accumulato sviluppando in tempi rapidi azioni concrete: gli impegni assunti sul fronte dei partenariati strategici con i Paesi del Nord-Africa e della Libia e della Tunisia, ha ribadito la Ministra dell'Interno Lamorgese, a fronte di una aumentata pressione dei flussi, in particolare, sul Mediterraneo. L'Unione Europea, abbiamo detto, non deve offrire soltanto la carota ma anche il bastone a chi non collabora, dice invece il Ministro dell'Interno della Slovenia che detiene la presidenza di turno al termine della riunione. Muri e pulsioni sovraniste sembrano indebolire sempre più l'Unione e, nella giornata delle grandi distanze tra gli stati sul tema delle migrazioni, si aggiunge la sentenza della Corte Costituzionale in Polonia che ha decretato alcuni articoli dei trattati dell'Unione incompatibili con la Costituzione dello stato polacco. Una sentenza che avvalora l'ipotesi di una cosiddetta Poliexit su cui è intervenuta nettamente la Presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen. I nostri trattati sono molto chiari e tutte le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione sono vincolanti e la legge dell'Unione ha il primato sulla legge nazionale, ha ammonito la Commissaria, aggiungendo, useremo tutti i poteri per far valere quella dell'Unione.

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