Ultime ore per Netanyahu come premier israeliano

29 mag 2019

“Nel tempo rimasto farò di tutto per formare un Governo”. Le parole che Benjamin Netanyahu pronuncia lunedì scorso hanno già il sapore di un'urgenza che sta scadendo in queste ore senza intese. Perché l'accordo per una coalizione che Guidi Israele per il premier uscente vittorioso, ma senza maggioranza, alle elezioni dello scorso 9 aprile resta un miraggio. E dunque Netanyahu sarà molto probabilmente costretto a rimettere il mandato nelle mani del Presidente, in questo caso ci sono solo due opzioni, Knesset, ovvero il Parlamento Israeliano approva il suo scioglimento ed il Paese va ad elezioni anticipate, oppure la mozione viene respinta dai deputati e il Capo di Stato incarica un altro esponente del Parlamento per formare un esecutivo. Un'ipotesi, questa, preoccupante per Netanyahu, che punta a restare in carica soprattutto per evitare l'incriminazione per frode e corruzione con cui l'attende la procura generale se perderà l'immunità da premier. “Questa è una situazione senza precedenti, subito dopo un'elezione non siamo in grado di formare un nuovo Governo a causa principalmente dei problemi legali del primo Ministro. spiega infatti il Presidente dell'Istituto democratico israeliano, intanto sembra chiaro che Netanyahu preferisca nuove elezioni nella speranza di vincerle, alla possibilità che l'opposizione trovi il modo di formare un esecutivo con un diverso premier. Quello che considerava, dunque il suo destino politico sta per infrangersi per mano di uno dei suoi più scomodi alleati, Avigdor Lieberman esponente di spicco della destra nazionazista israeliana, che ha fatto cadere il precedente esecutivo. È lui che continua ad opporsi a Bibi, come chiamano Netyanhu i suoi sostenitori, perché pretende leve obligatorie per tutti gli israeliani, compresi gli ebrei ultra ortodossi protetti da partiti religiosi di destra, Partiti questi necessari a Netanyahu per mantenere il potere, non disposti a scendere a compromessi sulla spinosa questione, Le ultime ore di Bibi potrebbero dunque rappresentare una speranza per un diverso Paese, quello che punta ad una coalizione che comprenda partiti di sinistra e Likud, che è proprio il partito di Bibi, estromettendone però lo stesso Netanyahu.

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