Usa, nuovo stop da un giudice al muro di Trump

25 mag 2019

Era già successo in passato e si è ripetuto. Il grande muro lungo il confine con il Messico, che dovrebbe proteggere gli Stati Uniti dall'arrivo incontrollato di migranti, tra gli slogan più fortemente sbandierati in campagna elettorale da Donald Trump, non s'ha da fare. Il nuovo no è arrivato da un giudice della California, che ha accolto una richiesta di alcuni gruppi di attivisti che hanno fatto ricorso contro il piano del capo della casa Bianca, appellandosi all'incostituzionalità della dichiarazione di emergenza nazionale, escamotage usato da Trump per bypassare il Congresso e portare comunque avanti il progetto a cui tiene moltissimo. Il giudice, che molti notano essere stato nominato dall'ex Presidente Barack Obama, ha dato ragione agli attivisti. L'ingiunzione emessa vieta il trasferimento di un miliardo di dollari, dal Dipartimento della Difesa, per finanziare l'espansione della recinzione in specifiche aree del Texas e dell'Arizona. Uno stop parziale insomma, che peraltro non vieta al Presidente degli Stati Uniti di trasferire fondi ad altri progetti. Un grattacapo in più per il tycoon, arrivato con la moglie in Giappone per una visita di quattro giorni. In casa, Trump, negli ultimi giorni infatti deve vedersela con un'altra vicenda: le tensioni con la Presidente della Camera dei Rappresentanti. Da sempre rivali, per non dire acerrimi nemici, i due non si sono mai risparmiati colpi bassi. Questa volta il Presidente è a deridere, su Twitter, Nancy Pelosi, per un video nel quale sembra balbettare. "Balbetta durante una conferenza stampa" ha scritto Trump, condividendo il video della settantanovenne leader democratica. Il filmato sta diventando virale, ma i più autorevoli quotidiani statunitensi, New York Times e Washington Post, in particolare, hanno dimostrato che il video originale dalla Conferenza della Pelosi non coincide con quello messo in rete da Trump, in quello che a questo punto, sembra un altro attacco sopra le righe per screditare la rivale politica.

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