Haftar a Roma vede i ministri Pinotti e Minniti

Lontano dalla stampa e dai riflettori, con incontri privati e blindati, il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, l’uomo di Tobruk, è nel cuore di Roma per portare avanti il dialogo sulla sicurezza della Libia in un contesto, quello mediterraneo, complesso e fragilissimo. Lui, il generale rivale del Governo del premier al Sarraj, che invece è riconosciuto dall’Onu, si è confrontato sui temi che rendono difficile e complessa la stabilizzazione del Paese, dalla lotta al terrorismo al controllo dei flussi migratori. L’agenda è piena. Haftar ha incontrato i Ministri Pinotti e Minniti, i vertici dell’AISE e il Capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Graziano. Dall’ex ufficiale di Gheddafi arrivano parole di riconoscenza per l’Italia. Haftar sa di essere ora interlocutore privilegiato da cui non si può prescindere nello scacchiere libico. La titolare della Difesa, Pinotti, invece, in un difficile equilibrio diplomatico, per non urtare il Governo di al Sarraj, ha ribadito il sostegno italiano alla strategia politica inclusiva dell’inviato dell’Onu, per dare un ulteriore impulso al dialogo politico libico. Temi spinosi che mettono in evidenza un percorso ancora lungo e pieno di insidie, proprio il terrorismo, con gli accresciuti rischi di infiltrazioni e di flussi migratori, sono temi che restano sull’agenda internazionale e Haftar, che ha combattuto le milizie dello Stato islamico in Cirenaica, si dice pronto ora a collaborare anche nel contrasto ai trafficanti di uomini.


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