Conte: crisi? chi la vuole se ne prende responsabilità

30 dic 2020

Conferenza stampa di fine anno, tradizione che con un po' di buona volontà da parte di Palazzo Chigi, dell'ordine dei giornalisti e della stampa parlamentare, si tiene come sempre, mascherine a parte. A chi gli chiede conto di una narrazione che ripete invariabilmente un "tutto bene" di facciata, Conte alza il tono: non va tutto bene. C'è preoccupazione per i tempi stretti in cui presenterà all'Europa il piano di ripresa italiano. La riunione di maggioranza su questo ci sarà nei primi giorni di gennaio. E gli scenari di crisi? Se ci sarà, verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza, ci sarà un passaggio parlamentare dove tutti quanti esprimeranno la propria posizione e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Non voglio credere che in un contesto del genere si arrivi ad uno scenario del genere. Uno scenario che Conte definisce molto insidioso per il Paese, tanto da non pensare, dice, in alcun modo a una sua partecipazione a imminenti elezioni. È la risposta all'insoddisfazione dei renziani: "se voi non ci siete non possiamo andare avanti, ma le responsabilità dovranno essere chiare". Ma per ora la parola chiave è disponibilità. Disponibilità a un ripensamento della governance che sarà oggetto di un decreto legge sulla gestione dei soldi europei, disponibilità anche a un rimpasto di governo, a patto che qualcuno lo chiede e che corrisponde all'interesse del Paese. Gli chiedono se servano due vicepremier, "l'esperienza precedente non è stata positiva" risponde. Meno disponibile il presidente del Consiglio a espropriarsi della responsabilità diretta sui servizi segreti. Per farlo bisogna cambiare la legge e la delega non solleva in alcun modo dalla responsabilità. La domanda retorica arriva naturale: chiedere così insistentemente la delega, vuol dire non fidarsi del presidente del Consiglio? Capitolo vaccini poi, "lo farei subito" annuncia "ma bisogna seguire l'ordine delle categorie più a rischio votato dal Parlamento" sottolinea, "e dalla conferenza Stato-Regioni". Colpo di fioretto al governatore della Campania, già vaccinato. Il piano è che per la primavera inoltrata siano vaccinati tra 10 e i 15 milioni di persone. Conte poi spiega perché in Italia non è arrivato un numero di dosi paragonabile a quello della Germania, implicitamente accusando Berlino. Nell'articolo 7 del contratto e della decisione assunta dalla Commissione Europea, c'è il divieto di approvvigionarsi per via bilaterale se si accede a livello europeo. E sull'obbligatorietà si sforza di fare chiarezza dopo le voci contraddittorie levatesi anche all'interno dell'esecutivo. Non la valutiamo, la escludiamo, ma noi confidiamo comunque di poter raggiungere una buona percentuale di popolazione anche su base facoltativa.

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