Dal Conte Ter alle elezioni anticipate, ecco il bivio

25 gen 2021

Siamo al bivio vero di questa legislatura. Di qua le dimissioni ed una crisi, almeno sulla carta pilotata, di là si va allo scontro in aula. Non c'è altra strada. Ecco quello che può succedere. La strada più veloce, ma più ripida, è quella della conta in aula. Il casus belli sarebbe tra mercoledì e giovedì la relazione sulla giustizia del ministro Bonafede. Che per la sua rilevanza è un voto sul Governo. In Senato Conte rischia di prendere meno voti della già stentata fiducia di martedì scorso, ferma a 156 sì. E metterebbe il destino suo e di questo esecutivo su un piano inclinato difficilmente raddrizzabile. L'altra strada prevede invece le dimissioni prima della relazione di Bonafede. Una crisi pilotata in cui Conte, se davvero avrà trovato i numeri per rinsaldarsi, sale al colle, si dimette, si presenta di nuovo alle camere con un patto di legislatura sostenuto da una maggioranza che intanto sembra stia riannodando i fili con Matteo Renzi ed Italia Viva. E che in aggiunta, o in alternativa potrebbe contare anche sul sostegno centrista, alimentato dall'Udc, che chiede a Conte di dargli dignità e pezzi di Forza Italia. Un governo che qualcuno chiamerebbe di salvezza nazionale, ma che salverebbe soprattutto gli equilibri esistenti. Un puzzle da costruire però in 48 ore per Giuseppe Conte, che ora deve scegliere. Lui vorrebbe garanzie, perché nonostante quasi tutti gli dicano che dopo il Conte bis c'è solo il Conte ter, sa che una volta dimesso ci sarà una fase in cui non sarà più lui a tenere le redini del gioco. Le alternative sullo sfondo sono due. Un governo con una maggioranza poco dissimile dall'attuale, ma con un nuovo premier, oppure l'esito più scontato se la frana si trasformasse in una valanga troppo grande da controllare, le elezioni anticipate. E nel frattempo un governo istituzionale o tecnico a gestire i complicati mesi prima del voto, sempre che ci si arrivi davvero.

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