Dbrs declassa l'Italia a BBB

14 gen 2017

Era l’ultima agenzia di valutazione a mantenere il rating del debito pubblico dell’Italia in area A. Ma, da ieri, anche l’agenzia canadese DBRS ha tagliato il giudizio sull’Italia BBB, allineandosi così alle altre agenzie internazionali che avevano già da tempo tolto il voto più alto della A, dalle più conosciute, le due americane Moody’s e Standard & Poor’s, alla francese Fitch. A determinare il giudizio degli analisti canadesi “una combinazione di fattori”, si legge nella nota, a partire dall’incertezza politica, le riforme a rischio dopo il referendum e la debolezza del sistema bancario. La perdita della A rende più difficile per le banche italiane depositare i titoli di Stato a garanzia presso le banche centrali per ottenere in cambio liquidità. “Nessun impatto rilevante sulla spesa per interessi”, ha commentato il Ministro dell’economia Padoan. Getta acqua sul fuoco Bankitalia. Secondo l’istituto di via Nazionale, il taglio avrebbe un effetto limitato sulla capacità delle banche italiane di avere accesso ai finanziamenti della BCE, anche perché le banche fanno un uso limitato di titoli del debito pubblico come collaterale nelle operazioni BCE. Da parte sua, però, Bankitalia ha diffuso ieri i dati sull’aumento del debito pubblico italiano, che ha raggiunto quota oltre 2.229 miliardi, dall’inizio del 2016 35 miliardi in più.

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