Fase 2, Conte: Paese riparte ma non abbassare la guardia

18 mag 2020

Il giorno che proietta l'Italia nella sua nuova normalità è il frutto della faticosa mediazione tra Governo e regioni. Da una parte c'era l'esecutivo preoccupato delle pericolose fughe solitarie delle regioni, dall'altro i governatori, gelosi della propria autonomia. Alla fine l'intesa raggiunta ha permesso di non rompere il doppio fronte istituzionale tra centro e periferia del paese, dopo la decisione del governatore della Campania Vincenzo De Luca, di non lasciare a briglie sciolte la sua Regione, il presidente Veneto Luca Zaia ha autorizzato lo sconfinamento regionale con l'autocertificazione, ci si può muovere per vedere i congiunti nelle province venete che confinano con il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna e la provincia di Trento spiega. Nella giornata che per Giuseppe Conte è l'inizio di un rischio calcolato, come annunciato sabato in conferenza stampa, il premier in una lettera inviata al giornale leggo, avverte la strada è ancora lunga e non dovremo mai abbassare la guardia. Ci inoltriamo con fiducia e responsabilità nella stada che ci conduce al ripristino delle ordinarie attività, il Paese, sostiene il premier, si sta rimettendo in moto in maniera prudente e ordinata. Questo tipo di potere che eventualmente una regione, due regioni, più regioni possano decidere di tenere più stretti le aperture, anche i trasporti e gli accessi è un potere che viene comunque previsto. Parlando a Sky Tg24 il Presidente lombardo Attilio Fontana, confida che il 3 giugno potrà riaprire anche i confini della sua regione. Io confido nel fatto che la situazione possa migliorare come sta gradualmente lentamente, ma gradualmente migliorando e che quindi ora il 3 giugno si possa, come tutte le altre regioni, riaprire anche la circolazione ultraregionale. Lo slittamento a giovedì dell'informativa di Conte alle camere sul nuovo Dpcm fa insorgere il centrodestra che lo accusa di scarsa considerazione del Parlamento, è una follia prorogare di altri 6 mesi, senza coinvolgere il Parlamento, lo stato d'emergenza, tuona la presidente di fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Matteo Salvini, afferma di aver trovato l'intesa nel centrodestra per la manifestazione del 2 giugno, ho sentito tutti, Meloni e Berlusconi, precisa il segretario della Lega, è il momento dell'unità, senza bandiere, in tutta Italia, distanza solo con il tricolore per portare idee ovunque, perché il governo e Conte non possono fare tutto da soli. vuol.

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