Governo al lavoro sul prossimo Dpcm

26 feb 2021

La curva dei contagi, in preoccupante risalita, si impone sull'agenda del Presidente del Consiglio. Governo al lavoro sul nuovo Dpcm che dovrà sancire le misure che entreranno in vigore il 6 marzo e saranno valide anche a Pasqua, ma che presumibilmente verrà presentato al Consiglio dei Ministri già il prossimo lunedì, per dar modo alle categorie interessate di potersi organizzare nella gestione delle risorse con qualche giorno di anticipo. Il testo verrà condiviso con le regioni e promulgato solo dopo ulteriori analisi dei singoli provvedimenti. Si va verso una sostanziale riconferma di quelle che sono le attuali restrizioni dal sistema delle revisioni in fasce, al divieto di mobilità tra regioni, con il rischio concreto, visti i numeri, che possano esserci ulteriori passaggi più duri, quantomeno in alcune zone. I ristoranti resteranno chiusi la sera, fiere, congressi e discoteche non riapriranno neanche in zona bianca. Nelle zone rosse dovranno abbassare le saracinesche Bbarbieri e parrucchieri, verrà istituito un tavolo tecnico per rivedere i 21 parametri, si cerca un'intesa con le regioni per i ristori immediati. Un focus particolare sulla possibilità che la variante inglese diventi uno dei principali veicoli di trasmissione, si attende nei prossimi giorni un parere del comitato tecnico scientifico sulla situazione epidemiologica nelle scuole richiesta dai governatori alla luce degli ultimi dati. Novità per il mondo dello spettacolo: dal prossimo 27 marzo, potrebbero riaprire cinema e teatri rispettando però una serie di paletti imposti dal comitato tecnico scientifico. L'apertura sarà possibile solo nelle regioni in zona gialla non oltre le 22 e con l'obbligo di indossare sempre la mascherina. Intanto cambia la guida della protezione civile con la nomina di Fabrizio Curcio, già a capo del Dipartimento dal 2015 al 2017, voluto in quel ruolo da Franco Gabrielli, ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi. Angelo Borrelli è in scadenza di mandato. Questa riorganizzazione potrebbe essere un primo passo verso una ridefinizione di tutte le attività della macchina che si adagia gestito la pandemia, a cominciare dal comitato tecnico scientifico, fino al ruolo del commissario straordinario.

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