Il PD di Letta: voto ai 16enni, ius soli, alleanze

15 mar 2021

Un nuovo segretario, ma soprattutto un nuovo PD con una parola d'ordine: coalizzarsi. Letta incontrerà infatti tutti coloro che vogliono far parte dell'area progressista da Renzi a Conte, aspetta di vedere che movimento sarà sotto la guida dell'ex premier e ha apprezzato la svolta europeista del movimento e probabilmente il movimento apprezzerà la volontà di Letta di porre un freno al trasformismo parlamentare. In questo senso il lavoro del neo segretario continuerà nel solco del suo predecessore: rendere l'alleanza con i 5 Stelle strutturale. Letta guarda anche fuori dal PD, ma è attento a ciò che succede dentro, parla di una geografia interna incomprensibile, di un partito stanco, in crisi e assicura che non starà a sentire le correnti. Il vice del PD Orlando però mette dei paletti temporali precisi: "le correnti non serve demonizzarle, saranno superate quando ci sarà un partito in grado di esercitare pienamente le sue funzioni". Il partito democratico è democratico perché la base sceglie i vertici, l'importante è che ogni volta che si scelgono i vertici non ci sia una minoranza interna, un personalismo che metta in discussione il vertice di turno perché poi con caratteri e tipologie politiche diverse, ma alla fine i nostri leader sono caduti quasi tutti così. - Già dalle prime ore Enrico Letta ha messo sul tavolo temi sensibili, ha ribadito la sua volontà di approvare lo ius soli, con una reazione immediata e veemente di Forza Italia e Fratelli d'Italia e la necessità di dare il voto ai sedicenni. Per noi l'obiettivo deve essere quello di ridare a questo Paese un partito, una sinistra plurale, popolare in grado di interpretare i bisogni di un Paese in difficoltà, di un Paese impaurito. - Il nuovo segretario è convinto che alle prossime elezioni il centrosinistra non si presenterà già sconfitto e forse non è un caso che i primi temi messi sul tavolo siano serviti a marcare una differenza identitaria con il centrodestra .

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