La regola del gioco, Gianfranco Pasquino su legge elettorale

12 gen 2020

La legge elettorale non è l'unica regola del gioco, per fortuna, nelle democrazie parlamentari ci sono molte altre regole del gioco e non è necessariamente quella dominante riguardo un aspetto specifico e cioè come i cittadini traducono il loro voto, fanno tradurre il loro voto in seggi e incidentalmente la governabilità non è l'obiettivo. L'obiettivo di una legge elettorale, il criterio dominante è quello del potere degli elettori, perché poi saranno i partiti in Parlamento, se siamo in una democrazia parlamentare, a tradurre quel voto in coalizione di governo. L'Italia è stata bipolare, mai bipartitica, per un breve periodo di tempo. Non lo era nel 2018: dopo l'elezioni del 2018 non c'era nessun bipolarismo, e i partiti che si contano sono quelli che hanno del potere. Anche qui la lezione di Sartori è cruciale. I partiti hanno potere quando sono in grado di fare delle coalizioni o quando sono in grado di esercitare ricatto sulle coalizioni che governano, cioè nel potere di condizionare quelle scelte. Le leggi elettorali proporzionali al plurale, perché ci sono moltissimi elementi che sono importanti, uno dei quali l'ha sottolineato lei. C'è o non c'è un voto di preferenza, uno o più voti di preferenza. Se in questa legge non c'è, in questo disegno di legge non c'è, che merita il nome del suo primo firmatario, naturalmente, non Germanicum ma chi l'ha presentato, l'ha scritto, ne porta la responsabilità. Se non c'è sta togliendo fatta bene o male, perché si possono introdurre delle clausole balorde. Volete una legge molto proporzionale? La dimensione delle circoscrizioni, cioè il numero di deputati eletto deve essere molto elevato, perché se la circoscrizione è piccola, per esempio 10 parlamentari per circoscrizione, per eleggerne uno bisogna avere all'incirca 9% dei voti. E dunque automaticamente è meno proporzionale di una che invece abbia dimensioni delle circoscrizioni molto grandi e così via, naturalmente. Ci sono tutta una serie di dettagli, nei quali non si annida il diavolo, ma si annidano le manipolazioni.

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