La squadra di Draghi: tecnica, politica e Cencelli

13 feb 2021

Politico non poteva essere, perché le ultime settimane hanno detto che era un'impresa impossibile. Il Governo tecnico in Italia è quasi un presagio di sventura. E così il Governo tecnico politico, pareva l'unica via di uscita e che fosse quella scelta da Mario Draghi, l'avevano spoilerato poche ore prima Cinquestelle sulla piattaforma Rousseau. Draghi ha dimostrato tra l'altro di essere un ottimo ascoltatore, due giri di consultazioni sono serviti a dargli un'idea di ciò che si muoveva nella pancia e nella testa di partiti provati da una legislatura, diciamo così, avventurosa e a capire forse che intorno ai tecnici doveva soprattutto girare il progetto e la realizzazione del recovery plan e che il resto tanto doveva andare ai partiti con un occhio attento, quasi maniacale all'antico utilissimo e democristiano manuale Cencelli. Allora, i tecnici sono otto, sono nomi che frequentano da tempo la classe dirigente, non solo italiana; non sono politici ma, come ogni elite, conoscono bene il potere. I poteri. Con questi hanno confidenze e rispetto reciproci. Allora, Daniele Franco, alla regia di via XX settembre, Vittorio Colao e Daniele bianchi, gli inascoltati del Conte bis, Roberto Cingolani, a capo di una sorta di superministero dell'ambiente, lo stesso Enrico Giovannini, alle infrastrutture servono a questo: sono la spina dorsale del Recovery Plan, servono a dire all'Europa che avrà avuto ragione a fidarsi dell'Italia e ad affidargli 209 miliardi. Certo, ci sono pure Giorgetti allo sviluppo economiche e Patuanelli alle politiche agricole, saranno in campo su recovery ufficiali di collegamento con la politica. Giorgetti lo sarà anche tra Draghi e la Lega. Compresi loro due, i politici sono 15. 16 se ci mettiamo anche Draghi. Tanti, indispensabili per tenere insieme partiti con visioni del mondo opposte. L'omaggio al Conte due è evidente: Sono 9 i Ministri ereditati dal precedente Governo. I rapporti difficili tra Lega e Pd possono migliorare con la contemporanea presenza dei vice di Zingaretti e Salvini. La riconferma alla Farnesina di Luigi di Maio, serve a dire ai governisti del Movimento che avevano ragione loro, Speranza resta al Ministero della salute, una specie di medaglia al valore e al coraggio, in circostanze tragiche ed inedite anche di sbagliare. Forza Italia è ampiamente premiata per la scommessa del Cavaliere, moderazione ed europeismo. La politica vince nei numeri ma attenzione, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è Roberto Garofoli, uno che da Capo di gabinetto del Mef si era dimesso, ai tempi del Governo gialloverde, per aver fatto a cazzotti con la politica, anzi con i 5 stelle.

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