Nodi maggioranza, Conte: rafforziamo il governo

10 gen 2021

Conte prova a rimettere insieme i pezzi della sua maggioranza, Matteo Renzi però continua sul sentiero che porterebbe alla crisi di governo. L'esito non è ancora scritto, c'è un sottile filo che ancora unisce e resiste, è il Recovery Plan, su cui Conte dice di essere un impaziente: "non vedo l'ora di superare le fibrillazioni in corso", scrive, "sto lavorando anche a rafforzare la coesione delle forze di maggioranza e la solidità della squadra di governo. Conte poi annuncia un nuovo decreto Ristori, chiara richiesta di Italia Viva, e la stesura di una lista di priorità che valgano a indirizzare e a rafforzare l'azione del governo sino alla fine legislatura. Un programma, insomma, da poter discutere e condividere con tutte le forze di maggioranza. Italia Viva però non sembra più accontentarsi delle parole e contesta nel merito e nel metodo l'impostazione del piano: "senza un accordo" ripetono, "si va dritti alla crisi". Dario Franceschini, capo delegazione del Pd in questa maggioranza, crede bastino un po' di buonsenso e di buona volontà per evitare una crisi di governo in piena pandemia. Sono importanti i passi in avanti fatti sul Recovery Plan, grazie anche alle proposte del Pd sul lavoro, giovani, donne, sanità, più investimenti, meno bonus. Ora si approvi subito in Consiglio dei Ministri, senza perdere tempo, senza rinvii ulteriori e poi si discuta in parlamento con le parti sociali per utilizzare al meglio i fondi europei. Risorse per la scuola, sia per la formazione che per le strutture nuove, più soldi alla sanità e alla giustizia perché sia più veloce, sostegno alle imprese e ai lavoratori. Andiamo subito in Consiglio dei Ministri per approvare il piano e continuare a programmare il futuro. Il Recovery è patrimonio di tutti gli Italiani. L'opposizione attende il Recovery Plan nella maggioranza alla prova del parlamento. Per forza Italia, se il governo cade, non c'è alternativa alle urne. Lo stesso Partito Democratico ha detto che non è interessato a un governo di questo tipo. Quindi, diciamo così, è un'esercitazione teorica, ma non è un'ipotesi, secondo me, sul campo. Io credo che se non si trova un accordo, si andrà a votare. Ipotesi non è facile, non so se è la più probabile, certamente se la sinistra non è in grado di trovare un accordo al suo interno, noi saremo chiamati alle urne. Non so quando, nel giro di due mesi, tre mesi, quattro mesi. Il Consiglio dei Ministri, che dovrebbe approvare la bozza del Recovery Plan, dovrebbe tenersi martedì. Sarà quello il crocevia della legislatura, sarà crisi o un nuovo inizio, senza altre vie d'uscita.

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