Riforma Csm, Ardita: no a legge che rafforza correnti

24 giu 2020

Il progetto di riforma aveva due obiettivi. Il primo separare politica e giustizia, il secondo dare una nuova legge elettorale del CSM per eliminare o ridurre il potere delle correnti. Con riguardo al primo profilo, apprendiamo adesso che sembrerebbe venuto meno uno dei presupposti della riforma, cioè il fatto di impedire che chi fa politica attiva entri direttamente nel CSM. E questo ovviamente non sembra corrispondere a quelli che erano gli obiettivi iniziali. Ma, ecco, riguardo al secondo profilo, quello della riduzione del problema delle correnti, il progetto non appare assolutamente, come dire, utile a questo scopo, anzi potrebbe finire per rafforzare il problema delle correnti nella misura in cui si vuol pensare a collegi piccoli territoriali con sistema uninominale sostanzialmente e con possibilità di ballottaggio. Ecco questo rafforza le reti territoriali che sono la struttura portante delle correnti. Le correnti sono delle realtà che nascevano come momenti di creazione ideale. Oggi esistono ancora magistrati che hanno questa dimensione ideale, ma sono molto pochi. Molti altri si aggregano in correnti per ragioni clientelari. Qual è la base di questo potere clientelare? È la realtà territoriale, i potentati territoriali. Questa legge finisce per rafforzarli. Quindi, capisco le buone intenzioni, ma si otterrebbe l'effetto opposto, cioè un effetto disastroso per quello che è l'obiettivo di ridurre il potere delle correnti. Io direi che forse, per una volta tanto, si potrebbe azzerare questa situazione, dare un reset al sistema, attraverso un sistema misto di elezione e sorteggio, quello che credono la gran parte dei magistrati che non sono iscritti a correnti. Un sistema che per una volta tanto, una tantum, consentirebbe certamente di ridurre questo potere, di mettere alle corde i sistemi clientelari. Poi dopo si ragionerà sul fare una nuova legge elettorale, ma questo potrebbe essere un sistema che consentirebbe, attraverso comunque la possibilità di elezione dei sorteggiati, di scegliere i migliori, le persone che si ritengono più professionalmente adeguate e impedire che sia già, come dire, investito prima dell'elezione qualcuno a diventare Consigliere Superiore. Questo è il rischio che si corre con questa nuova legge, detto con molta chiarezza.

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