Enrico Vanzina ricorda l'amato fratello Carlo

07 lug 2019

“Carlo scriveva con me, anche se, diciamo, lo scrittore sono io. Carlo girava i film, ma io andavo spesso sul set, ma girava lui, e poi sul montaggio era proprio veramente insieme. Lui mi ha spiegato come si girano i film con semplicità; bisogna pensarli già montati”. Il loro è stato un rapporto profondo e viscerale, una simbiosi artistica ed umana, tanto che da sempre dividere e quasi distinguere i singoli contributi ai film risultava difficile. Ad un anno dalla morte del fratello Carlo, Enrico Vanzina lo ricorda con profondo amore. “Carlo è sempre con me. Questa è stata la cosa incredibile. Carlo, quando entro la mattina in ufficio, nella sua sedia, dove non si deve più sedere nessuno, però lo vedo. Gli chiedo delle cose e lui mi risponde. Sta dentro di me, com'era prima, ma ancora di più, per cui è una mancanza fisica, ma in realtà no”. “Sole, whisky e sei in pole position. Andate avanti voi. Dai, che vi raggiungiamo poi. Vai, vai”. Da settembre anche in uscita un libro che Enrico ha scritto dal titolo “Mio fratello Carlo”. “Ricomporre l'assenza è difficilissimo. Spero che con questo libro ho potuto rimettere insieme delle cose che dureranno per sempre”. “Bene, pronti. Pronti!” Il loro modo di fare cinema, artigiani della commedia e ideatori di un genere che ha fotografato alla perfezione gli italiani rimane senza tempo, come uno dei loro film più famosi, quel “Sapore di mare” che segnò un'epoca. Ci ha dato la consapevolezza che potevamo fare del cinema in maniera molto personale. Abbiamo trovato un piccolo stile; semmai c'è stato uno stile dei fratelli Vanzina, certamente nasce con “Sapore di mare””. “Mi sembra di ricordare che ci batteva il cuore”. “Siamo riusciti a entrare anche noi in piccolissima parte in questo fiume meraviglioso che partiva nel dopoguerra, che partiva nel dopoguerra e che ha accompagnato la vita di questo Paese, e l'ha descritta anche. Non so se noi l'abbiamo descritta. Certamente l'abbiamo un po' fotografata. Non sta a me dirlo”. “Questo biglietto vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto; a proposito, sei sempre la più bella, Luca”.

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