Paola Cortellesi ricorda Gigi Proietti

02 nov 2020

Naturalmente ci sono anche molti colleghi che hanno ricordato l'importanza e la figura di Gigi Proietti. Una di questi colleghi è collegata con noi, è Paola Cortellesi, buonasera. Buonasera, buonasera a vi. Si, grazie per essere con noi. Allora cosa ha rappresentato questo soprattutto vorrei si rivolgesse alla nostra fascia più giovane, di pubblico più giovane che forse non ha dimestichezza con la figura di Gigi Proietti, che cosa ha rappresentato, però, per la storia dello spettacolo italiano degli ultimi decenni. Ma io penso che, come tutti gli immortali, come i grandi artisti immortali possano invece molto, Gigi possa essere molto amato, lo è già dai giovani, ma immagino che possano conoscerlo ancora meglio. Io naturalmente personalmente Lo amo da quando avevo 6 anni e nel lungo viaggio per le vacanze estive il mio papà metteva l'audiocassetta di "A me gli occhi, please" che sapevo a memoria. Mi sono innamorata di questa figura da quando era una bambina, e credo che lo stesso effetto possa, magari non con l'audiocassetta, ma possa averlo sui giovanissimi che guardando le sue cose geniali e quello che ha fatto nella comicità, Gigi non devo ricordarlo io ,sapeva essere esilarante, sapeva essere commovente. Fra l'altro la figura di Gigi Proietti è molto legata alla città di Roma che anche tra l'altro la sua città, era cinico, come probabilmente solo i romani sanno esserlo, ma nel senso buono. Ecco qual è il rapporto fra la città e Proietti. Ma insomma lo chiamiamo da romana, lo chiamiamo Re perché mi ricordo lo vidi al Sistina nei 7 re di Roma. Insomma è un altro re di Roma, i romani lo amano per quello che ha raccontato della romanità e perché, come giustamente ricordavate, ha rappresentato un tipo di romanità, un tipo di cinsmo dei romani, un cinismo buono, pacioso, dolce, e questo rispecchia anche il suo carattere. Io naturalmente ho avuto la fortuna di conoscerlo, di frequentano, di porter passare del tempo meraviglioso con lui ed era questo, sapeva far sorridere in modo anche modo anche ironico a volte cinico, ma sempre bonario, sempre con una carezza, con una parola buona, e questo era Gigi. Giovedì ci saranno i funerali, come dovrebbe, la capitale, ricordare Proietti, secondo lei? Ma se si potesse, adesso siamo naturalmente in un periodo molto duro, un periodo particolare, dunque ci sono le restrizioni dovuti ai protocolli di sicurezza. Ma io penso che come si confà a un Re dovrebbe essere ricordato in un modo, perché i romani lo chiedono, perché Roma chiede di celebrare questo personaggio così amato e di celebrarlo in modo plateale. Non credo che questo sarà possibile naturalmente, immagina di no. Qualcuno ha proposto di dedicargli il teatro Brancaccio, che dovrebbe chiamarsi teatro Proietti, lei è d'accordo? Beh si, come minimo dovrebbero intitolargli... Di cui è stato direttore artistico fra l'altro, per diversi anni. Si, del Teatro Brancaccio e poi naturalmente suo Globe che amava follemente, ho visto una delle sue ultime rappresentazioni al Globe ed è stata una cosa veramente molto emozionante, era un Edmund Kean di Shakespeare, era meraviglioso.

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