Psicosi Joker negli Usa, in sala in Italia dal 3

30 set 2019

È stato detto di tutto. Ora facciamo parlare il pubblico. È stata spiegata così la decisione di aprire solo ai fotografi l'ultimo tappeto rosso di Joker a Los Angeles. Basta domande, basta interviste, basta illazioni e, quindi, fuori i giornalisti. Un cammino lungo quello del film Leone D'Oro a Venezia, che già prima di nascere si portava dietro l'ombra di un ruolo considerato maledetto. Ha regalato a Heath Ledger l'Oscar, ma è stato l'ultimo personaggio da lui interpretato prima di morire durante le riprese di Parnassus e soprattutto è in qualche modo legato alla sparatoria del 2012 in Colorado, ad Aurora, quando un folle entrò in sala e uccise 12 persone durante la proiezione de "Il Cavaliere oscuro - Il ritorno" urlando di essere, appunto, Joker. Negli Stati Uniti ora, alla vigilia dell'uscita in sala il 4 Ottobre, la Polizia ha fatto sapere che rimarrà particolarmente vigile attorno ai multischermi dove, tra l'altro, i gestori hanno ribadito il divieto assoluto di entrare in sala mascherati. Quello che si teme, specialmente oltreoceano, è la psicosi verso un film in cui se la violenza non viene esaltata potrebbe esserlo quell'Arthur Fleck che seguiamo fino a diventare Joker. La Warner, però, non ha dubbi. La nostra pellicola - dice - non vuole presentare Joker come un eroe e non vuole esaltare la violenza nel mondo reale. Il film, che trae ispirazione da "Taxi Driver" e molte altre pellicole di Scorsese, ha un forte aspetto sociale in cui l'alienazione, la disoccupazione, la povertà e la malattia mentale fanno da inevitabile sfondo in una Gotham City sempre più soffocante e pronta a esplodere. Del resto non è la prima volta che un film di finzione influenza comportamenti pericolosi. Ultimo in ordine di tempo "Bird Box". Intanto ad Aurora Joker non verrà proiettato in nessuna sala della città.

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