Ravenna Festival, in scena con musica inedita di Morricone

10 lug 2020

Una volta hai detto una cosa bellissima. Ci sono giorni che non accadono mai. La musica del maestro Morricone è un regalo al pubblico, possiamo dire che è un regalo che viene da lontano? Sì, perché Ennio mi ha conosciuto che avevo 16 anni e facevo il volta pagine per guadagnare due lire in una piccola, ma nobile Associazione musicale romana, che si intitola Istituzione Universitaria dei Concerti, e lui era nel comitato direttivo e mi prese a benvolere e io, dopo qualche anno, a 20 anni ho cominciato a collaborare al Corriere della Sera e sono andato per procurarmi le prime interviste dalle persone che conoscevo, e uno dei primi era Ennio, da qui c'è stato questo rapporto di padre e figlio che è durato fino all'ultimo, quando ho bussato alla sua porta, anzi, l'ho chiamato, eravamo in lockdown gli ho detto: “Ennio, non ti ho mai chiesto nulla, ho scritto una pièce”. Lui, mi ha detto: “Dimmi la trama”. Ed io gli ho detto: “Sono due solitudini che si incontrano durante la fase uno del coronavirus e c'è quest'impotenza di comunicare, insomma, sono due anime sbandate, smarrite”. E lui ha scritto questa musica che è un Morricone doc, perché è una musica epica e malinconica allo stesso tempo, che ha una struttura circolare, a spirale, a un certo punto sembra quasi accartocciarsi su se stessa e poi rifiorisce e aderisce meravigliosamente a questo amore che non ci sarà mai: “Ci sono giorni che non accadono mai”. Originale e inedita, è firmata dal maestro Ennio Morricone, il testo di Valerio Cappelli affronta gli effetti della pandemia e dell'isolamento sui rapporti tra le persone, racconta la relazione a distanza tra un'estetista e un intellettuale portata sul palcoscenico da Isabella Ferrari e Sergio Castellitto, per lui un ritorno a teatro dopo 15 anni nel doppio ruolo, di attore e regista. Il debutto al Ravenna festival. Non ho mai fatto le prove con Sergio perché non ci si poteva incontrare, quindi abbiamo fatto delle prove su FaceTime, quindi, una storia di due persone che diventano amanti durante il lockdown, in questa impossibilità di vedersi e penso che l'emozione più grande, che è sicuramente quella di incontrare di nuovo il pubblico, che a sua volta si riconoscerà molto in questo testo, in ogni cosa e in ogni parola che diremo, ma sarà entrare sulle note dell'ultima composizione del maestro Ennio Morricone, che appunto è una musica che lui ha composto durante il lockdown. È, quindi, un testo inedito. Non lo so, sono tante cose, tante emozioni. È la musica che porta il valore, nel senso che la musica di Ennio è la musica di Ennio, poi è stato anche questo un altro filo di quel destino, Ennio se n'è andato proprio in questi giorni e questa sera, a pochi giorni dalla sua dipartita abbiamo il privilegio di ricordarlo attraverso le sue note che credo che per uno che ha concluso la solida dicendo: “Non voglio disturbare nessuno”, penso che sia il saluto più bello che gli si possa fare.

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