Viaggio nel Data center di Torino

11 ago 2020

Poter entrare in un Data Center è un privilegio riservato a pochi, questo è un luogo di massima sicurezza, perché qui vengono conservati ed elaborati i dati sensibili di tutti i cittadini, dalla sanità alle anagrafiche, fino al bollo auto. Siamo nel cuore del C.S.I. il Consorzio Sistema Informativo del Piemonte, il primo in Italia, nato nel 1977, quando anche i cellulari erano solo un'idea embrionale da sviluppare. Mille metri quadrati di server che immagazzinano 6 milioni di giga di dati in seminterrato senza accesso diretto dall'esterno. In queste 4 sale coibentate viene mantenuta una temperatura costante di 21 gradi tutto l'anno, è qui che si realizza la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Poter per entrare in un Data Center è un privilegio riservato pochi, questo è un luogo di massima sicurezza, perché qui vengono conservati ed elaborati i dati sensibili di tutti i cittadini, dalla sanità alle anagrafiche, fino al bollo auto. Siamo nel cuore del C.S.I, il Consorzio Sistema Informativo del Piemonte, il primo in Italia, nato nel 1977, quando anche i cellulari erano solo un'idea embrionale da sviluppare. Mille metri quadrati di server che immagazzinano 6 milioni di giga di dati in un seminterrato, senza accesso diretto dall'esterno. In queste 4 sale coibentate viene mantenuta una temperatura costante di 21 gradi tutto l'anno. È qui che si realizza la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Durante il lockdown abbiamo abilitato oltre 10 mila postazioni di lavoro per l'attività di smart woking, tutta una serie di servizi di smart working e di coworking come ad esempio, è stato il primo caso in Italia, il Consiglio regionale da remoto. Che cosa manca ancora ad una completa digitalizzazione? Si può pensare che manchi comunque una rete così diffusa che permetta l'attuazione di questi di questi obiettivi che sono appunto quelli di semplificare la Pubblica Amministrzione perché vuole anche dire realizzare i diritti dei cittadini in modo più semplice e quindi anche meno costoso, In questi 50 centimetri di dischi sono custoditi i dati anagrafici di tutti i torinesi, solo per farvi un esempio, un patrimonio prezioso di conoscenza. Ecco perché il C.S.I. subisce in media 15 mila attacchi hacker al giorno provenienti da tutto il mondo, oggi arrivano soprattutto: dall'Olanda, dalla Bulgaria e dalle Seychelles. Attaccare soggetti di questo tipo molto spesso può voler dire chiedere un riscatto per la riconsegna della normale operatività, come d'altro canto può essere utile appropriarsi dei dati e rivenderli. Tipicamente noi però questo finora lo abbiamo sventato, questi 150 mila attacchi informatici che riceviamo ogni giorno, tipicamente li rispediamo al mittente.

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