Gomorra 5, i ricordi di Loris De Luna - Valerio

Il primo giorno di set, da buon "chiattillo", qual è il mio personaggio, è stato al Vomero. Era questa scena in cui per la prima volta alcuni ragazzi, portano Enzo Sangue Blu in questo bar per farci conoscere. "Tu lo volevi conoscere, no?" - "Certo" - "Tu sei Valerio?" "Sono Valerio, si". Si andava a raccontare il primo contatto che questo ragazzo della Napoli bene ha con esponenti della Camorra napoletana. "Questo vocabolario ti piace?" - "Si, come un vestito tagliato". "Ora sei uno di noi, vocabolario". Ero molto emozionato, però ce l'abbiamo fatta, in qualche modo ce l'abbiamo fatta. Sicuramente una delle mie scene preferite è stata una scena girata con Arturo, con Sangue Blu, nella quarta stagione - "Cosa c'è, Valerio?" - che racchiude un po' la nostra rottura. - "Hai qualche problema?" - "No, nessun problema". C'è questo dialogo a due, fra me e lui, in cui proprio si sente, man mano che si sviluppa il dialogo, proprio lo sgretolarsi di questa fiducia reciproca. - "Non hai capito ancora come funziona qua?" "Devi camminare per la tua strada con la testa abbassata!" "Non ti puoi fidare di nessuno!" E poi sappiamo, insomma, che la rottura della fiducia in Gomorra è proprio topic, per cui a un certo punto i personaggi che hanno creato un'alleanza, si spezza questa alleanza e da li poi succede un macello. Quindi poi anche li è accaduta questa cosa è significato tanto, è significato tanto per noi questa trasformazione. "Quando ti ho conosciuto ho visto una cosa, ma adesso non la vedo più". Un'altra, sempre con Sangue Blu, in cui eravamo in macchina, dovevamo uccidere 'O Sciarmante. In questa scena veniva richiesto tutte le tue skills, tutte le tue capacità possibili. Qui si partiva cacciando una pistola dal finestrino, bisognava sparare a questi qui, nel frattempo io avevo Sangue Blu affianco, il quale scende dalla macchina per sparare da fuori, viene colpito all'occhio, quindi si accascia a terra, io vado avanti con la macchina, lo prendo aprendo lo sportello, quindi con la pistola continuo a sparare lì, con l'altra tiro questo corpo a peso morto, lo tiro su, lo metto vicino e chiudo lo sportello, continuando a sparare, parto in quinta per fare una salita, una curva e scappare dalla sparatoria. Quella è stata proprio, diciamo, un'esperienza che mi ha segnato.

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