Gomorra 5, Ciro raccontato da Marco D'Amore

"Ciro è stato bello o brutto insieme, è stato come un sogno che è diventato un incubo o viceversa non lo so. È stata una relazione traumatica perché mi ha tormentato, felice perché mi ha regalato momenti di incredibile bellezza. Ma soprattutto lui mi ha scrollato di dosso un po' come si fa con la polvere certi pregiudizi che avevo rispetto a scelte, che uomini e donne diversi da me hanno operato nella vita. Perché dietro certe scelte ci sono storie, ci si sono esseri umani, ci sono possibilità che non si hanno a differenza di quello che è stato per me invece nella vita. Quindi in questo siamo profondamente diversi, perché Ciro non ha avuto alcuna possibilità nella vita. Un ragazzino è diventato un uomo vecchio, stanco, un Ciro devastato, un Ciro totalmente trasformato nell'intimità nel corpo. Questo perché la vita che noi raccontiamo è una vita che brucia gli anni in brevissimo tempo, che distrugge le esistenze, che pesa sulle spalle degli esseri umani che la vivono. Questo secondo me è bellissimo, però c'è sempre qualcosa di vivo, di profondamente acceso nello sguardo del personaggio. E questo lo rende al tempo stesso molto pericoloso, però incredibilmente a volte profondamente umano. Questa stagione è un unico grande capitolo in cui non ci sono grandi racconti verticali, ma c'è un grande respiro unico che mette insieme le cose, e che sta in mezzo a questi due grandi protagonisti che tornano ad incontrarsi a mettersi di nuovo uno di fronte all'altro, si va verso una chiusura verso una resa dei conti è come se fossimo sull'orlo di un precipizio e dovessimo in un frangente brevissimo decidere, se spingere il peso in avanti o all'indietro.

pubblicità
pubblicità