Gomorra 5, i ricordi di Arturo Muselli - Enzo. VIDEO

La prima scena che ho girato è stata la scena in Bulgaria a Sofia, terza puntata, terza stagione, quando Enzo entra in discoteca. C'erano tante donne anche molto poco vestite, quindi Cupellini ci disse: "Ragazzi, benvenuti su Gomorra 3". Noi ci guardavamo l'uno con l'altro e nessuno aveva il coraggio di parlare. Vabbè, è un duro lavoro, qualcuno dovrà pure farlo, no? "Ragazzi, benvenuti!" Sicuramente una scena importante, molto emozionante per noi che l'abbiamo fatta e per chi l'ha vista, è stata il finale della terza stagione. "Mi hai sempre fatto schifo! Ti ho sopportato solo per lui! Io e te siamo fratelli, vero Ciro?" - "Io e te non siamo fratelli Enzo". È stata una scena complicata da girare perché noi comunque sentivamo la responsabilità di quella scena. Tutto doveva essere perfetto. Tutto doveva essere giusto, misurato. "Spara" "Allora fallo tu". Poi c'era anche il discorso affettivo che comunque avremmo perso un compagno di viaggio. "Questo non lo posso fare". Sono state tre notti lunghe, complicate, ma molto belle. C'è stata una scena molto forte, sulla quarta stagione, tra Enzo e Valerio, in cui Valerio gli diceva per la prima volta che era deluso da lui, che non lo vedeva più come prima. "Cosa c'è Valerio? Hai qualche problema?" "No, nessun problema". Mi ricordo che fu quasi una scena che rispettava i tempi teatrali, ci prendemmo molto tempo per dire "Dimmi una cosa, Valerio!" le battute, per dare il peso giusto a quello che noi stavamo dicendo, era una scena molto pesante. "Devi camminare per la tua strada con la testa abbassata" "Non ti puoi fidare di nessuno!" Fu molto piena di sentimenti, fu piena di attenzione, fu piena di tempo. Era un tempo fatto di sguardi, di cose dette, cose non dette. "Quando ti ho conosciuto ho visto una cosa" Fu molto intenso. "Ma adesso non la vedo più".

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